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La Cioccolata Vietnamita

Non credo esista modo migliore per conoscere la cultura di un nuovo paese se non tramite il mangiare. Assaggiando piatti tradizionali, provando i sapori più disparati, esplorando la cucina locale, è spesso possibile capire molto di più che visitando qualsiasi monumento o museo, anzi, soltanto guardando come le persone si comportano a tavola si riesce ad intravedere il carattere di un popolo. Nei paesi arabi, e non solo, si mangia con le mani, a prima vista può sembrarci disgustoso, ma è ciò che facciamo anche noi ogni giorno nei fast food. In Asia usano le bacchette, a noi appare un sistema lento e difficile, una perdita di tempo, ma è in realtà un metodo molto più genuino, il cibo entra in bocca in dosi più piccole, più facili da assimilare. Noi usiamo le posate, facile, veloce e pulito. È importante quindi, anche arrivando in luoghi così diversi, aprirsi agli usi e costumi locali, senza restare convinti di non poter sopravvivere senza la nostra pasta, la nostra pizza, il nostro caffè o quant’altro. Personalmente devo dire che ho investito molto in questo genere di esperienza, consumando più volte quantità di cibo sproporzionate, ingozzandomi fino a scoppiare, il tutto in nome della cultura.

Questa fame di conoscenza, e di cibo ovviamente, mi ha portato ad assaggiare di tutto, dalla carne di serpente, a quella di coccodrillo, a quella di canguro, arrivando a mangiare cosce di rana, cavallette, larve di api, e tanti altri alimenti dei quali ho preferito fare a meno di chiedere la ricetta.

Circa una settimana fa, durante un piccolo tour nei dintorni di Da Lat, in Vietnam, ho avuto il piacere di aggiungere qualcosa di nuovo alla lista. Mi trovavo a fare una degustazione di frutti tropicali, dal mango al colorato dragonfruit, dalla custard apple al maleodorante durian, quando la nostra guida tira fuori un pacchettino e molto gentilmente la apre offrendocene il contenuto: la tipica cioccolata vietnamita. Essendo il primo della fila stacco un pezzo e me lo infilo in bocca senza troppe domande. Morbida, non troppo dolce, a base vegetale, con un retrogusto particolare, non troppo saporito. Solo dopo aver ingoiato il boccone ho notato come la faccia della mia simpatica guida era cambiata da “normale” a “vi prego sparatemi perché non riesco a smettere di ridere”. Non riuscivo a capire dove stava lo scherzo, finché tra le infinite risate l’amico Roth non è riuscito a sputare fuori quattro parole: «It’s..made by..shit!». Speravo di aver inteso male ma dopo qualche minuto ha trovato la forza di darmi un chiarimento: tra gli ingredienti della cosiddetta cioccolata vietnamita c’è il letame di non so quale animale, cucinato così a lungo da perdere  ogni odore o sapore.

E fu così che scoprì di aver mangiato merda.

1 Comment

  1. Claudia ha detto:

    Non ci posso credere!!!! ed io che pensavo che il Kopi Luwak avesse toccato ogni fondo possibile!!

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