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Barba, Incidenti e Indecisioni

Gli eventi di seguito narrati sono accaduti tra il giorno 177 e il giorno 179. Oggi è il giorno 588.

La mia barba aveva già raggiunto una lunghezza impressionante, e l’ultima doccia era ormai a centinaia di chilometri di distanza. La prossima ancora non si vedeva all’orizzonte. Ero sporco, sudato, ma sopratutto confuso. Dove stavo andando? Dove volevo andare?

Nonostante i dubbi non sembrava esserci possibilità di scelta sulla retta via da seguire, dato che nella parte settentrionale del Western Australia la Great Northern Highway è l’unica lingua d’asfalto che si stende dritta tra Darwin e Broome, e così, un po’ sconsolato per l’essere rimasto solo da pochi giorni, continuavo a guidare in cerca di un’illuminazione.

Il Nissan Vanette sul quale avevo vissuto negli ultimi due mesi era stato acquistato un paio di mesi prima a Melbourne, quando, insieme a Lorenzo, avevamo deciso di fuggire dall’inverno del sud per inseguire il sole verso il Queensland, e se non fosse che le gomme erano finite, la frizione idem, bruciava olio, ci pioveva dentro, non partiva la mattina, le luci non funzionavano, gli specchietti non riflettevano, di aria condizionata non se ne sta neanche a discutere, lo consideravo un mezzo affidabile. Neanche la milionaria collezione di multe e il tamponamento di un Porche Cayenne ci avevano buttato giù di morale, ma al raggiungimento della costa opposta stavo perdendo un po’ il senso di questo viaggio, continuando a macinare centinaia di chilometri al giorno per arrivare il prima possibile alla prossima, non ancora definita, tappa.

Per quasi 12.000 chilometri gli esperti camperisti incrociati nelle piazzole di sosta mi avevano avvertito “Non guidare di notte, e` pericoloso”, raccontando leggende di mucche, canguri, wombat, wallaby, cammelli (a volte anche draghi e unicorni), che ti aspettano sul bordo della strada vogliosi di farsi investire. E io gli avevo dato retta, fino a quel 25 Luglio in cui all’ora del tramonto mi sono trovato nel mezzo al nulla più assoluto, continuando a spingere per arrivare a una destinazione. L’infinta distesa di Boab, gli alberi spogli che gli aborigeni credevano essere stati piantati a testa in giù per i loro rami somiglianti a radici aggrappate al cielo, stava lentamente sparendo al calare del sole, e dopo soltanto mezz’ora di buio, come predetto, SBAM!, canguro steso.

Raggiunsi Broome pochi giorni dopo, sporco, sudato, confuso e incazzato.

Un amico mi telefona: “Io vado in Asia, vieni?”, “Quando?”, “Fra una settimana..”, “Ma si, andiamo in Asia, fanculo..”

Raggiunsi Perth con il mio paraurti penzolante in circa quattro giorni, e preso dall’ansia per il non trovare parcheggio in città, vendetti il pulmino il giorno stesso per 500 dollari, da potermi permettere cosi` un biglietto per la Malesia.

La fame di viaggiare era tornata, la doccia anche.

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