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Nuova Zelanda in Autostop

Si dice che la Nuova Zelanda sia l’ultimo paese dove è ancora assicurato ricevere un passaggio con l’autostop. Viaggiando lentamente, senza troppi piani, in questa terra agli antipodi è ancora possibile muoversi da una tappa all’altra grazie al pollice alzato, ed è facile trovare chi è disposto ad accompagnarvi a destinazione senza chiedere nulla in cambio, se non due chiacchere.

Le dimensioni e la conformazione di questo Paese sono sicuramente un punto a vantaggio di questo modo di viaggiare, ma anche la sua bassa densità di popolazione e, di conseguenza, la quasi assenza di grandi metropoli o conglomerati cittadini rendono l’autostop una possibilità da prendere in considerazione per spostarsi a costo zero, provando un’esperienza di viaggio affascinante e stimolante, che va oltre la semplice visita al Paese. Al di fuori delle poche principali città infatti, in Nuova Zelanda è più corretto parlare di villaggi o piccoli centri urbani, in cui gli abitanti vivono ancora ad un ritmo lento, spesso contenti di fermarsi per scambiare due parole con una faccia nuova, magari venuta da lontano, e sentire opinioni sulla propria terra.

Ottenere un passaggio è semplice, oggi più che mai. Con il metodo classico, il pollice alzato, è legale e considerato sicuro fare autostop ovunque tranne che nei dintorni di Auckland, Wellington, Christchurch e Dunedin, dove la State Highway diventa Motorway a più corsie, dove quindi il traffico è significativamente più elevato. Uscire dalle città, dove la maggior parte del traffico scorre in modo circolare, rimane comunque la parte più difficile, quindi per chi ha intenzione di fermarsi a bordo strada in attesa che qualcuno si fermi il metodo ideale è prendere un treno nella direzione desiderata, e scendere ad aspettare una volta usciti dalle aree centrali. Scrivere un cartello con la destinazione può aiutare, ma al contempo non sempre è una buona tecnica, in quanto poter scambiare due chiacchere con il guidatore prima di accettare il passaggio serve a capire con chi si sta per salire in macchina, e rifiutare dicendo di essere diretti altrove se non ci si sente sicuri.

I locali disponibili ad aiutare un viaggiatore sono tanti, ma anche i viaggiatori che esplorano la Nuova Zelanda con un mezzo proprio oppure noleggiato sono molti, e sarà spesso facile aggregarsi a delle persone che stanno già procedendo sul vostro percorso, magari con la stessa mentalità. Chi vi raccoglie dalla strada solitamente non si aspetterà nessun tipo di pagamento e vi porterà al punto più vicino alla vostra destinazione sul suo tragitto, ma trovare passaggi direttamente dalla strada non è l’unico modo per arrivare da un luogo all’altro. Con la tecnologia infatti, diventa facile trovare passaggi in anticipo su siti come Gumtree, che ospitano decine di annunci di viaggiatori che cercano qualcuno con cui dividere i costi di un viaggio oppure semplicemente compagnia. L’autostoppista moderno (se così si può chiamare) trova passaggi così, grazie a internet, dove è possibile mettersi d’accordo in anticipo sul percorso, sulle soste, e magari anche avere modo di conoscersi di persona prima di accettare. Questo metodo, forse meno avventuroso, funziona bene quando non si vuole semplicemente arrivare da A a B, ma, ad esempio, quando si vorrebbe fermarsi lungo il tragitto a vedere qualcosa o quando magari si desidera dividere altri costi con altre persone per periodi più lunghi, come campeggio o mangiare.

Le regole per l’autostop sicuro sono, in breve, le regole del buonsenso. Ricordarsi che chi guida sarà più propenso a fermarsi vedendo una faccia pulita, sorridente, che dà una buona impressione, ma anche che non si deve accettare sempre per paura di non trovare altri passaggi, e non c’è niente di male a rifiutare se non ci si sente sicuri. Fare l’autostop da soli è sicuramente più facile, ma avere qualcun altro accanto può essere di buona compagnia, in particolar modo durante le lunghe ore di attesa che senza dubbio capiteranno. Non fermarsi troppo a pensare a cosa potrebbe accadere, essere pronti a parlare con persone di ogni tipo ed a cambiare spesso itinerario, senza fretta e senza programma, sono il bello dell’autostop.

Insomma, viaggiare leggeri, essere aperti, e dimenticarsi di una scaletta rigida sono gli ingredienti che servono per avere successo in un viaggio in autostop. Ma, alla fine, a chi serve davvero una scaletta in Nuova Zelanda?

3 Comments

  1. ines ha detto:

    aaaaaaaahhh piu' vado avanti a leggere e piu' mi emoziono 🙂

  2. Claudia ha detto:

    ma che bella notizia che sia ancora legale! io che e' dalla tesina di maturita' su Kerouac che sogno un viaggio in autostop! 😀

  3. Ita ha detto:

    occhio che la NZ è un paese in cui i guidatori sono propensi a fottersene di quanto alcol hanno in corpo…date un annusatina al loro alito prima di salire in auto.

    i treni qui non trasportano passeggeri, se non in rarissime tratte molto turistiche del tipo 100$ per 2 ore di trenino panoramico. I naked bus sono anche un'ottima soluzione, vanno a tempo, a chilometraggio, a tratta…insomma tailored sulle vostre esigenze. l'ideale sarebbe approfittare dei camper hire che hanno bisogno di gente che riporti indietro i camper mollati in località diverse dal pick up. Ad esempio chi affitta un camper ad auckland lo lascia spesso a dunedin e il concessionario ha poi bisogno di qualcuno che a bassissimo costo (spesso 1$ al giorno) riporti il mezzo al nord (regalano anche un pieno) in un tot di giorni. idem per le auto.

    insomma dato che il viaggio è dato spesso dal vostro atteggiamento e dalla voglia di scoprire gente e luoghi e non dal mezzo che si sceglie per farlo…considerare alternative meno random mi sembra saggio.

    Altro dato…la nz è spacciata per hippie e freak ma ragazzi non significa che girano tutti in westfaliotto stile 'pacefratello'. La nz è anche un paese estremamente violento, ai primi posti nella classifica mondiale per violenze in famiglia ed episodi di sadismo sui bambini, christchurch ha il primato tra le città più violente del paese, ci scorrazzano bande (di neonazisti tra le altre cose…non chiedetemi che cazzo ci fanno qui perchè credo non lo sappiano neanche loro) e gli episodi di aggressioni finite male sono numerosissimi. non pensate che qui l'autostop sia legale perchè non succedde mai nulla, il motivo è come al solito politico ed economico (la nz si sostiene per gran parte del pil grazie al turismo): con quello che costa arrivarci sarebbe una cretinata per il governo mettere fuorilegge la pratica dell'autostop, altrimenti di colpo la fascia giovane low cost scomparirebbe e chiuderebbero tutti gli ostelli. non per nulla gli unici che fanno autostop sono tutti europei guidati dai falsi miti creati dalle guide turistiche, i nz se ne guardano bene.

    Per finire la nz è il paese che ormai chiamo casa, e guai a chi me la tocca :), però ogni tanto mi fermo a pensare se sia il caso di parlarne come se fosse l'ultima meta incontaminata di pace e bellezza del pianeta, quando invece non è così.

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