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10 Motivi per Espatriare in Nuova Zelanda

In molti sembrano cominciare a guardare alla Nuova Zelanda come meta per espatriare, sarà che in Italia ci si trova in difficoltà oppure che un paese così giovane stimola chi ancora vuole mettersi in gioco. Quella di trasferirsi ad Aotearoa non è certo una decisione che si prende dal giorno alla notte, e fare le valige e mollare tutto per la Nuova Zelanda è una mossa che richiede organizzazione, spesso con largo anticipo. Per chi ancora è in questa fase ecco dieci motivi che saranno d’ispirazione nel fare la scelta definitiva:

1) La burocrazia. In Nuova Zelanda la burocrazia è qualcosa che ancora ha un suo perché. Non si trovano code o regole complicate da decifrare, non c’è da aspettare per ogni commissione, e chi si occupa di servizi è generalmente disposto a venirvi incontro. Insomma un sistema che gira. Se questo non bastasse, lo stesso concetto si applica sulla burocrazia per i visti, più semplici da ottenere qui che in molti altri paesi occidentali, al di fuori della comunità europea. In Nuova Zelanda infatti, oltre alla sempre disponibile opportunità del Working Holiday per i giovani sotto i 31 anni, ottenere visti di lavoro e, successivamente, di residenza è molto più semplice che, ad esempio, nella vicina Australia. Non che sia un processo veloce, i tempi rimangono lunghi, a volte ci vogliono mesi, a volte anni, ma se si ha pazienza e tutte le carte in regola non c’è motivo perché tutto non debba scorrere liscio.

2) I ritmi lavorativi. Questa coppia di isole è uno dei pochi luoghi dove si riesce ancora a dar valore al tempo libero. L’estate è l’estate, e seppur opposta alla nostra, in questo periodo non si lavora. La frenesia, la corsa al progresso e al successo, qui è secondaria al tempo speso con la propria famiglia o con i propri amici, e da Dicembre a Febbraio i campeggi si riempiono e le città si svuotano, quanti soldi ci siano da fare ha poca importanza.

3) Lo stile di vita. Dai ritmi lavorativi così rilassati si deduce facilmente lo stile di vita che di questi kiwi è caratteristico. In Nuova Zelanda non si corre dietro al tempo, forse non sarà una grande potenza mondiale, e forse non sarà competitiva quanto molti altri paesi, ma va bene così. Le città rimangono ancora a misura d’uomo, quando si entra in un negozio ci si ferma sempre a salutare, e quella che per alcuni potrebbe risultare in troppa lentezza, è semplicemente un passo che rimane per tutti sostenibile. Le dimensioni e la piccola popolazione di questo luogo, oltre alla distanza da praticamente qualsiasi cosa, permettono alla Nuova Zelanda di giocare ai propri termini, e di rallentare senza sentirsi indietro.

4) La facilità di viaggiare. Basta prendere la macchina, un’autobus, l’aereo e partire. Non c’è punto sulla superficie neozelandese che disti più di 128km dal mare, e non c’è luogo che non si raggiunga in una giornata, o poco più di viaggio. Ma non sono soltanto le distanze a rendere il viaggio interno così semplice, ma anche la perfetta organizzazione delle strutture turistiche, dai campeggi D.O.C., ai parchi nazionali e le Great Walks, fino al grande numero di ostelli e bed&breakfast sparsi anche nelle aree più remote. Non c’è bisogno di prenotare o organizzarsi troppo in anticipo, ogni singolo centro in Nuova Zelanda dispone di un i-Site, un centro informazioni che in pochi minuti può organizzare ogni attività, o trovarvi un letto in base ai vostri standard. L’assenza di animali pericolosi per l’uomo rende i trekking, anche nelle aree più remote, relativamente sicuri, gli autobus Intercity connettono anche i centri più piccoli, e le linee aeree come Jetstar permettono di volareda una città all’altra a prezzi accessibili.

5) Le isole. Parlando di viaggiare non si possono dimenticare le isole del pacifico che sorgono a poca distanza dalle coste neozelandesi. Immaginate di poter andare in vacanza, invece che a Marina di Pisa, alle Fiji, in Nuova Caledonia oppure a Samoa. Ecco, in Nuova Zelanda si può. Forse un week-end può risultare troppo costoso, ma sono in molti quelli che durante la bassa stagione fuggono sotto le palme di queste isole per qualche giorno, scappando dal maltempo per andare dove il sole batte tutto l’anno.

6) I neozelandesi. I kiwi saranno anche un popolo piccolo, ma non mancheranno di lasciare un’impronta su chi passa dalla loro terra. Viaggiatori per primi, i neozelandesi mostrano una genuina curiosità per chi arriva da fuori, e nonostante il fatto che persone da ogni parte del mondo convivano già qui, c’è ancora chi si sorprende e chi si ferma ad indagare su cosa vi abbia portato così lontano. In Nuova Zelanda vi sentirete i benvenuti, e non mancherà l’occasione di conoscere dall’interno una cultura così giovane, a volte intorno ad un barbecue, altre volte di fronte aduna dozzina di birre.

7) La diversità. Da nord a sud, da est a ovest, quello che incontrerete viaggiando in Nuova Zelanda cambierà completamente. Dalla città al bush più incontaminato, dai ghiacciai alla spiaggia, dai sempreverdi dell’Isola Nord alle quattro ben definite stagioni dell’Isola Sud, in questa terra ce n’è veramente per tutti. Con la fama di uno dei pochi paesi sul Globo in cui sia possibile andare a sciare di mattina, e tuffarsi in mare al pomeriggio, in Nuova Zelanda si trovano vette innevate e spiaggie dorate, si incrocia una vegetazione rimasta virtualmente intatta fino a un centinaio di anni fa, e si attraversa un paesaggio sul quale l’uomo non ha avuto tempo di imporsi, almeno non fino ad adesso.

8) La facilità nel mettersi in proprio. L’economia neozelandese non è forse la più movimentata, ma se c’è una cosa che funziona sono le opportunità offerte a chi si vuole mettere in gioco. La Nuova Zelanda è uno dei paesi in cui è più veloce aprire un’attivita. Ci vogliono, teoricamente, soltanto 24 ore. In un sistema molto aperto al nuovo c’è spazio per tutti coloro che vogliano provare a competere, e pur essendo presenti dei limiti, chi riesce a succedere c’è. Il fatto che qui vi sia la minor circolazione di denaro contante del mondo è un altro vantaggio, essendo ogni operazione effettuata elettronicamente, ogni forma di pagamento diviene immediata, e quindi più fluida.

9) Le banche. Il sistema bancario in Nuova Zelanda è ancora a disposizione del cliente. Aprire conti è gratuito, ma non solo, mettendo i propri risparmi in un conto “savings”, si riceve un interesse del 3 – 4% annuale, pagato mensilmente, e per chiedere un prestito basta essere in possesso del 10% della somma totale di cui si ha bisogno. Essendo tutto elettronico, le visite alla banca sono rare o inesistenti, per pagare affitto, bollette, trasferire fondi o ricevere pagamenti basta accede al proprio conto on-line, e tutto è risolto in un paio di clic.

10) Gli altri espatriati. Non sarete mai soli da stranieri in Nuova Zelanda. Soprattutto nelle principali città venire da fuori si avvicina quasi alla normalità, e si vede. Le influenze di molte differenti culture sono qui mescolate, e piccole comunità di diversa provenienza spuntano dove ce n’è modo. In molti sono arrivati in Nuova Zelanda da viaggiatori, e non sono mai più ripartiti. Ci sarà pure un perché.

In partenza per la Nuova Zelanda? Forse questo può aiutarti.

 

10 Comments

  1. Riccardo Brolis ha detto:

    Ciao, sono un ragazzo di 21 anni, ho deciso di fare un anno di Working Holiday in Nuova Zelanda; ho già ricevuto l'approvazione del visto (ci hanno messo sorprendentemente poco, addirittura 2 giorni!), quindi prima di partire mi volevo organizzare per non arrivare giù completamente sprovveduto.

    Inizialmente pensavo di andare ad Auckland, ma poi (un po' sul tuo blog e un po' in giro per il web) ho visto che molti giovani preferiscono Wellington.

    Molto schiettamente, tu cosa consiglieresti a uno della mia età?

    • Angelo Zinna ha detto:

      Io parlo bene di Wellington perché è il luogo in cui ho scelto di vivere e in cui mi sono trovato bene, ma conosco un sacco di persone che hanno fatto lo stesso ad Auckland. Vuoi un consiglio? Parti, guardati intorno e decidi per te stesso, nessun blog ti darà mai la tua impressione personale.

  2. Enrico ha detto:

    Ciao Angelo,

    mi chiamo Enrico e compirò 26 anni a luglio. Ho una laurea magistrale in scienze politiche, una buona conoscenza dell'inglese (non eccelsa, ma capisco e parlo senza troppe difficoltà), ma lavorativamente parlando il mio curriculum è formato da soltanto da qualche anno di addetto vendite per commercio al dettaglio, e due tirocini di cui uno all'estero (ancora in atto, terminerò a luglio).

    Ora, ho deciso di prendere in mano la mia vita e partire, a dicembre o a gennaio 2014.

    Pensavo alla Nuova Zelanda, non per la vita, ma per un periodo tra i 6 e i 12 mesi, tramite il Working Holiday Visa.

    Penso alla Nuova Zelanda perchè è meno "inflazionata" dell'Australia, o così credevo. In Italia non c'è lavoro, e per andare avanti a stage non o sotto pagati, 9 mesi in Nuova Zelanda non possono che far bene.

    Primo, migliorerei la lingua. Secondo, sarebbe un'esperienza di vita interessante. Terzo, vorrei provare a vivere in maniera completamente diversa, più "rilassante", più a contatto con la natura o con i valori umani, che da molto non trovo più in giro.

    Il mio problema è appunto che non ho esperienza lavorativa o qualifica specializzante, se non appunto come addetto vendite. Mi piace cucinare, sono anche bravo…ma non ho nessun diploma o qualifica.

    La laurea in Scienze Politiche con il massimo dei voti credo non serva più di tanto…

    Ho letto che in estate, quindi da novembre-dicembre in poi, è richiesta manodopera nel settore dell'agricoltura. Le paghe non sono alte, ok, ma si riesce a mantenersi, in appartamento condiviso?

    Inoltre mi attira l'idea di girare il Paese, cambiare lavoro ogni 2-3 mesi…Insomma, mi rendo conto che forse sto vedendo la cosa un pò troppo come un sogno, ma ho voglia di staccare da tutto e vivere una nuova esperienza.

    Non essendo una cosa per la vita, vorrei davvero tentare. Iniziando come raccoglitore, è possibile poi trovare qualcos'altro? sempre modesto…bisogna arrangiarsi e adattarsi, e secondo me per pochi mesi è possibile.

    Tu cosa dici?

    grazie

    Enrico

  3. ines ha detto:

    dopo questo post ho ancora piu' voglia di partireeee!!

  4. Francesca ha detto:

    Ciao, spero che potrai dare una risposta alle mie domande. Mio marito ha 50 anni è ingegnere ed ha perso il lavoro. dopo disperata ricerca in Italia ed all'estero comunque dall'Italia non è riuscito ad avere una offerta di lavoro e quindi ha deciso di richiedere il visto per lavorare in Nuova Zelanda, dovrebbe avere i requisiti ma siamo in attesa di risposta. Mi domando però cosa potrebbe fare in mancanza di un visto lavorativo e quindi recarsi sul posto co un visto vacanza per tre mesi. secondo te gli potrebbero offrire la possibilità di fare un lavoro qualsiasi per mantenersi in attesa del lavoro definitivo? Grazie Francesca

  5. Bakiss ha detto:

    Ciao e possibile venire con il visto di Turismo e cercare lavoro e trovarlo da quando ho avuto 18anni Che sn in giro ho fatto tanti paesi e sn rimasto n italia e qui no si vive piu si lavora per dare ilgoverno e no va bene Costa mi consigli sn pronto anzi prontissimo

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