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Sud Est Asiatico: 4 Città Coloniali per un Viaggio nel Tempo

Fin dal primo passo all’interno della frenesia delle grandi città asiatiche ci si trova ad aver a che fare con quello shock culturale che è tipico delle prime volte dove tutto ciò che circonda è estraneo. I segnali sono illeggibili, il cibo necessita di interpretazione, i costumi sono differenti e così è l’architettura. Questo è il bello, riuscire ad immergersi in un ambiente completamente nuovo e distante ed osservare il tutto con curiosità, ma non sempre è stato così. C’era un tempo infatti in cui gli europei arrivavano, prendevano possesso di una città e la trasformavano. Oggi sono poche e spesso protette le città coloniali dell’Asia merdionale, e seppure non siano le stesse di un secolo fa, valgono tutte una visita che spesso è più un viaggio nel tempo che nello spazio. Queste città sono oggi simboli romantici, alcune addirittura Patrimoni dell’Umanità, che ricordano l’Europa settecentesca, ma si trovano installate nella fascia tropicale. Qui quattro delle mie preferite:

Hoi An – Vietnam

Una colonia francese conosciuta anche come la Venezia d’Oriente, Hoi An è situata nella parte centrale della costa vietnamita. Il centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO, ed è oggi un importante centro turistico. Posizionata sulle attorno ad un ramificato numero di canali, Hoi An è stata a lungo uno dei più importanti porti della parte bassa dell’Asia e raccoglie ancora oggi l’influenza cinese, europea e vietnamita. Il centro storico è mantenuto intatto, ma investimenti esterni hanno portato hotel e ristoranti moderni rendendo questa meta attraente per i visitatori di ogni tipo. Hoi An è famosa per una lunga tradizione nella produzione di vestiti, e in molti arrivano qui in cerca di abiti su misura. Al mattino è possibile visitare il mercato locale, lo street food è generoso ed economico ed oltre al classico phò qui è possibile trovare baguette ripiene, una buona alternativa al riso con un pane che altrove in Asia è un lusso. Nel centro di Hoi An si trovano vari musei e il ponte giapponese, ma l’unica vera attrazione sono le passeggiate lungo i canali quando cala il sole e la città è illuminata da centinaia di lanterne colorate.

Georgetown – Malesia

Georgetown, MalesiaSulla piccola isola di Penang, nel nord della penisola Malesiana sorge una tranquilla cittadina che non vi farà mai sentire affamati. Penang, con Georgetown in particolare, è diventata la capitale culinaria della Malesia, ma questa non è l’unica cosa che la rende interessante. L’inglese East India Company prese possesso di Penang alla fine del settecento e ne creò un importante porto, insieme a quello di Malacca qualche decennio dopo, su questa costa contesa tra olandesi, francesi, cinesi e giapponesi. Come base fu scelta Georgetown, ma pochi potevano immaginare che una colonia inglese potesse diventare un così importante centro del mangiare. Camminando per le strade del centro si passa rapidamente da Little India dove impasti di Naan vengono sventolati di fronte a chi passa, fino alla lunga Jalan Chulia, dove si susseguono ogni sera decine di carretti di noodles, per passare quindi alla parte più cinese della città, in cui gioiellieri e artigiani lavorano silenziosi. Love Lane è la strada in cui sono situate la maggior parte delle guesthouse, e perdersi tra i bassi edifici bianchi, gli interni in legno dei negozi e i piccoli ristoranti a gestione familiare è il miglior intrattenimento se si resiste al caldo. E se non si resiste basta saltare su un traghetto e dirigersi a Langkawi, l’isola tropicale ai confini con la Thailandia, dove grazie al duty free, tutto è concesso.

Singapore

SingaporeOggi è il centro finanziario più importante della regione, ma Singapore non è solo palazzi di vetro e cravatte. Anch’essa un tempo in mano agli inglesi, è riuscita a svilupparsi e contendersi il titolo di città più vivibile d’Asia grazie alla sua posizione e al suo misto di culture che qui hanno scelto di convivere. Oltre ad un elevato numero di espatriati occidentali, a Singapore hanno scelto di vivere malesi, cinesi, indiani e giapponesi, e sempre di più sono gli indonesiani che cercano di fare il grande passo. Questa è certo una destinazione più cara rispetto alle altre in Sud Est Asiatico, ma vale la pena di essere visitata almeno per qualche giorno. Singapore è rinomata per le sue regole ferree di comportamento – la gomma da masticare è quasi illegale, le strade sono immacolate e i treni sempre in orario – ma non è noiosa come può suonare. Anche qui mangiare è parte fondamentale di qualsiasi visita, Little India è un buon punto di partenza, ma anche Arab Street merita alcune ore. Per chi è stanco però di riso a un euro, un ritorno di classe al passato è la visita al famoso Raffles Hotel, uno dei simboli della città in cui è stato inventato il Singaporte Sling, un cocktail che unisce la tradizione inglese del gin, ai frutti tropicali di questa calda parte di mondo.

Luang Prabang – Laos

I francesi non hanno portato soltanto il pane in Laos, e Luang Prabang ne è la dimostrazione. Situata sulle rive del Mekong anche questo centro storico è divenuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO e tra tutte le città coloniali è forse quella mantenuta in modo migliore. Insegne di legno, villette basse circondate da curati giardini, Volkswagen degli anni ’30 parcheggiate a bordo strada. Sbiadite bandiere comuniste sventolano su alcune porte e pescatori percorrono lentamente il grande fiume sulle loro longboat, mentre al sole la dozzina di templi dorati brillano ad ogni angolo. All’alba inizia la processione dei monaci buddhisti lungo le strade che camminano in fila per raccogliere le donazioni dei fedeli, mentre il mercato notturno anima le altrimenti tranquille strade di Luang Prabang, qui si possono acquistare souvenire, Lao Lao – il whisky di riso locale – e si può poi procedere alla sezione del cibo, dove è possibile partecipare a buffet con un solo euro. Interessante è anche il mercato della mattina, forse l’unico momento in questo centro così turistico per entrare in contatto con la vita dei lao.

Muoversi

Muoversi in queste quattro città è semplice ed economico, anche se i prezzi tendono a lievitare rispetto alle mete meno battute del resto dell’Asia meridionale.

Per chi ama viaggiare via terra una unica linea ferroviaria collega Singapore a Bangkok passando prima da Kuala Lumpur e poi da Penang, entrando in Thailandia a Hat Yai e raggiungendo la capitale con un comodo viaggio notturno. La stessa tratta è fattibile anche su strada, in autobus, e i costi sono simili per le classi inferiori, anche se nel treno sono disponibili cuccette dalla seconda classe in su. Da Bangkok una scelta popolare è dirigersi a nord, alla città di confine Chiang Khong, da dove è possibile accedere in Laos e poi prendere un’imbarcazione per due giorni lungo il Mekong tramite il quale si raggiunge Luang Prabang. Più breve è invece il viaggio da Bangkok ad Udon Thani e poi Vientiene, la capitale laotiana, dalla quale si raggiunge poi Luang Prabang percorrendo una contorta strada in autobus. Dal Laos sono diversi i punti di accesso al Vietnam, e anche qui l’autobus è la scelta più comune per raggiungere Hoi An.

Per chi ha poco tempo è più ragionevole volare. Le compagnie di bandiera di ogni paese offrono prezzi relativamente bassi sulle tratte interne, ma la compagnia più affidabile in fatto prezzi è Air Asia, che collega tutte le capitali e non solo.

In ognuna delle quattro città sono disponibili sia guesthouse economiche che hotel storici e di piú alto livello, per chi decide di lasciarsi andare al fascino di queste città. Nel primo caso solitamente si tratta di camere semplici, a volte con bagno condiviso, che vengono affittate per pochi soldi e dove non è necessario prenotare. L’unica eccezione la fa Singapore in cui i prezzi tendono a salire notevolmente per chi viaggia con poco, e l’unica opzione sensata per risparmiare sono gli ostelli per backpackers. Nel secondo caso invece ci si trova di fronte a strutture spesso moderne ma in stile antico, che riprendono l’atmosfera della città ma offrono ogni tipo di comodità, sempre a prezzi asiatici. Hostel World e Travel Fish sono buone risorse da consultare per alloggio a basso costo, mentre per chi preferisce optare per un soggiorno di qualità maggiore può essere una buona idea approfittare di uno degli hotel di Logitravel.

1 Comment

  1. Claudia ha detto:

    Senti ma i procacciatori/venditori/mendicanti in Vietnam li hai trovati molesti rispetto alle altre nazioni asiatiche? perche' tanti viaggiatori mi han riferito che e' uno dei pochi paesi in cui se non dai i soldi che ti chiedono si incattiviscono e finiscono per urlarti in faccia o reazioni simili, quindi nei viaggi passati l'ho sempre saltato, ma poi quando leggo descrizioni di citta' come Hoi An mi viene una gran voglia di andare! :/

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