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In Partenza per la Birmania: Letture Consigliate

Aung San Suu Kyi aveva chiesto, qualche anno fa, ai turisti, di non visitare la Birmania. La leader del partito democratico, da poco rilasciata dagli arresti domiciliari, voleva bloccare il grande flusso di denaro che grazie all’industria, controllata, del turismo arrivava nelle casse del governo militare e sapeva che l’unico modo per farlo era chiedere a chi aveva intenzione di visitare il territorio di mettere da parte la propria curiosità e rimandare al futuro. Dopo la diffusione di questa proposta in molti supportarono la richiesta posta a Lonely Planet di togliere dal mercato la loro guida al Myanmar, ma questa mossa non venne mai presa in considerazione. Quando intervistato sulla questione Tony Wheeler, ex proprietario della casa editoriale, semplicemente disse che “chi va in Birmania non parte per la vacanza al mare, ma per capire cosa sta succedendo in questo paese. I viaggiatori in partenza per il Myanmar conoscono la situazione e sono responsabili”.

Ognuno è libero di decidere in modo autonomo se sia il caso o meno di visitare questo luogo così particolare, ma per chi decide di farlo, partire informati, sul passato e sul presente, è da considerarsi un dovere.

Nel cercare di mettere insieme un piccolo elenco di letture consigliate per capire meglio il bello e il brutto della Birmania, ho cercato testi di autori che fossero imparziali ma che conoscessero il territorio dall’interno. Ho evitato di inserire i numerosi titoli di Aung San Suu Kyi, non perché questi non siano validi, ma in quanto questo è il nome che conosciamo tutti, oltre a quello di Orwell, quando si pensa alla letteratura riguardante questo paese e mi sembrava opportuno dare un’alternativa a chi è in cerca di opinioni differenti. In italiano è difficile trovare libri sulla Birmania, per questo i testi che seguono sono in inglese.

Myanmar/Burma – What everyone needs to know

Non si può dire che questo testo di David Steinberg sia una lettura piacevole, ma è piuttosto da considerarsi necessaria. Il libro è strutturato sottoforma di domanda e risposta e per questo si presenta un po’ ripetitivo, ma è uno dei pochi testi giornalistici che copre tutto ciò che è accaduto in Birmania da prima della colonizzazione inglese fino al 2010. Qui infatti si trovano tutte le informazioni non solo riguardanti gli eventi politici accaduti in questo periodo, ma anche chiarimenti sugli aspetti culturali che hanno creato le varie situazioni storiche, si capisce chi sono le persone che hanno creato la dittatura e si susseguono opinioni ed interpretazioni riguardanti i dati poco chiari che il governo ha rilasciato. Il libro purtroppo si coclude prima delle ultime elezioni, è interessante leggere le previsioni dell’autore e rapportarle agli eventi accaduti successivamente, ma al contempo si sente la mancanza di un capitolo importante. Steinberg è un professore americano specializzato sulle politiche asiatiche, e il suo libro rimane comunque la principale risorsa a cui fare affidamente per capire qualcosa in più sul Myanmar.

Everything is Broken

Emma Larkin è lo pseudonimo di una giornalista americana basata in Thailandia che ha fatto della Birmania la sua seconda, o terza casa. Emma ha riportato sotto falso nome e spesso segretamente dalla Birmania da anni e in questo libro (che non è l’unico sul paese), descrive gli eventi accaduti durante il ciclone Nargis, che ha distrutto completamente tutta la regione del delta del fiume Irrawaddy nel 2008. Capitolo dopo capitolo vengono raccontate le storie tragiche delle famiglie di oltre 100.000 morti e di come il governo abbia cercato di insabbiare completamente l’accaduto per evitare di attrarre l’attenzione internazionale. La Larkin viaggia nelle regioni meno accessibili e tramite una rete di contatti locali riesce a tirare fuori le storie più singolari, che cucite insieme descrivono al meglio cosa significhi esattamente vivere sotto un regime militare. È un libro ricco di curiosità, di racconti, di immagini, tanto da sembrare un romanzo. Purtroppo non lo è.

Burma: Rivers of Flavour

Qui il tono cambia e si lascia da parte per un attimo la politica. Quello di Naomi Duguid è un libro di cucina, che mi è capitato tra le mani per caso non riuscendo a capire bene cosa definisse i piatti tradizionali. La cucina Birmana all’arrivo è per chiunque un po’ difficile da decifrare, influenzata sia dal Sud Est Asiatico che dall’India, ma anche dalla Cina. Forse non un libro da leggere tutto d’un fiato ma sicuramente una lettura interessante da sfogliare, in particolare dopo aver mangiato in un ristorante locale senza aver ben capito da dove arrivano la maggior parte dei sapori. Anche in questo caso l’autrice è al suo ennesimo viaggio in Birmania e porta con sé i suoi piatti preferiti, cercando le ricette tra i locali e cercando di tirare fuori sapori così ricchi da elementi così poveri.

 

Burma: The Alternative Guide

Si capisce abbastanza chiaramente dal titolo cos’è Burma: The Alternative Guide e se siete indecisi su quale guida turistica portarvi dietro questa potrebbe essere la scelta migliore. Gli autori, hanno visitato la Birmania numerose volte e in questa guida tentano di descrivere nel modo più esatto l’aspetto culturale del paese, e il modo in cui questo è stato cambiato dal regime. Con immagini, itinerari e attrazioni poco conosciute Burma: The Alternative Guide è una buona risorsa da leggere prima, dopo e durante il viaggio.

 

 

Irrawaddy Magazine

L‘Irrawaddy Magazine è una rivista mensile pubblicata in Thailandia da un gruppo di giornalisti birmani rifugiati. Esiste sia la versione cartacea, che si trova in molte edicole per 100 Bath, sia la versione on-line, ed è un’ottima risorsa per informarsi sulle ultime notizie e ottenere l’opinione di persone esperte sugli ultimi avvenimenti.

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