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Le Cazzate Che Dici a Te Stesso Per Non Dare Soldi a Chi Fa l’Elemosina

Io non do soldi ai mendicanti. Non do soldi a chi fa l’elemosina o a chi mi ferma per strada allungando la mano. Non do spiccioli ai bambini che mi tirano per la maglietta o alle persone a cui manca una gamba. Quasi mai. Perché? Perché sono tirchio. Perché sono egoista. Perché ho lavorato tanto per i pochi soldi che ho in tasca e non mi va di “buttarli via”. Perché voglio comprare cose, circondarmi di oggetti che non mi servono. Perché è normale, non lo fa nessuno, e se non lo fa nessuno non ci si sente poi tanto in colpa.

Oggi il giochino si è rotto. Fino ad adesso era semplice: arrivava un mendicante, si abbassava lo sguardo sul cellulare, sul libro, fuori dal finestrino del treno. E scompariva, non c’era più. Bastava girarsi e il fastidio era annullato, immediatamente e indolore. Bastava non incrociare lo sguardo con chi tendeva la mano, tagliare fuori dal proprio quadro visivo quella persona sporca, proseguire in linea retta il proprio cammino ed era come se il problema non fosse mai esistito. Oggi il giochino si è rotto perché sono arrivato in India. E qui non si scappa. Ti giri per evitare la madre che con il figlio ti chiede soldi per il latte e ti trovi davanti ad un vecchio senza un’occhio. Sorpassi l’uomo che non può camminare senza fermarti e vieni rincorso da un paio di bambini che ti si appendono alle braccia. È così, un giorno sì e l’altro pure.

Ti trovi davanti ad una realtà che non è diversa da quella di casa tua: ci sono persone che hanno bisogno, ci sono persone che potresti aiutare, ci sono persone che non stai aiutando. E che ti danno anche un po’ noia. Insistono, puzzano. Ovunque è così, ma qui ti viene ricordato più spesso. Così spesso che cominci a farti qualche domanda. Cominci a chiederti perché effettivamente tu non stia dando quei cinquanta centesimi che hai in tasca a queste persone, che per loro sono un pasto e a te non cambiano nulla. Cominci a chiederti quale sia il miglior modo di muoversi, di agire. E di solito ti rispondi così:

Non do soldi ai bambini perché ho visto Slumdog Millionaire e probabilmente c’è qualcuno dietro che li manda a fare l’elemosina per poi riscuotere. Probabilmente. Tu che funzioni così o meno non lo sai. Hai visto un film. Avevi in mano i pop-corn. Avere un motivo per non dare però fa sentire molto meglio. Si sta facendo la cosa giusta e non importa alzare un dito. Basterebbe comprargli qualcosa da mangiare invece che dare dei soldi. Ma che fatica.

Non do soldi perché tanto li spenderà in droga o alcol. E allora? Senza soldi non avrà mai la possibilità di uscire dalla sua condizione, dando qualcosa si regala un’opportunità, non certo un salvagente. Se chi riceve riuscirà poi a sfruttarla è indipendente dal fatto che dare sia un gesto positivo. Dare un contributo non include il tuo giudizio sul suo uso.

Non do soldi perché non voglio creare un sistema di carità. Avere paura che chi è bisognoso si abitui a vedersi cadere soldi dal cielo, e quindi non si impegni per imparare a guadagnarsi da vivere da solo, avrebbe un senso se tutti contribuissero. Ma non funziona così. Nessuno dà niente e nessuno si aspetta niente. Dare qualche spicciolo non crea una dipendenza.

Non do soldi perché non cambia niente. È vero, con un euro non cambia niente. Non cambia niente a te. Perché chi vive per strada vive alla giornata e l’unico obiettivo è arrivare alla fine di essa. Un pasto può essere tutto quello che serve. E se tutti dessero qualcosa basterebbero centesimi.

Non posso mica dare soldi a tutti quelli che vengono a chiedere, altrimenti non mi rimarrebbe niente in tasca. È vero. Non è possibile aiutare tutti. Ma aiutare qualcuno sì, e pretendere che sia meglio non dare niente nessuno solo perché non si può dare qualcosa a tutti è stupido. Fare qualcosa è sempre meglio che non fare niente.

Non sta a me prendermi cura dei più poveri, dovrebbero esserci le istituzioni a dare assistenza. Oppure, una simile, non mando i due euro ai terremotati perché lo Stato poteva prevedere/doveva anticipare il disastro/salvare chi è stato colpito. Bene, non è successo. Lo Stato non c’è. Indietro non si può tornare. Ieri è passato. Ora la decisione da prendere è dare una mano oppure no. E tu hai scelto di no per un principio che serve solo a te per stare dalla parte del giusto.

Non ho abbastanza soldi per me, non posso darli agli altri. Se non ce l’hai non li dai, non c’è un obbligo. E anche se preferisci comprare un iPhone piuttosto che dare soldi in beneficenza è giusto, va bene. Ma se gli spiccioli che ti sono rimasti in fondo alla tasca non li metti nel parchimetro allora puoi darli a qualcuno a cui servono più di te.

Do quando posso. Da leggersi do venti centesimi una volta al mese così sento di essere dalla parte dei buoni.

Se alcuni dubbi possono essere legittimi (“dove andranno a finire i miei soldi?“), le scuse non lo sono. Perché dover giustificare le proprie azioni è il segno più chiaro che ci sarebbe un modo migliore di muoversi. Si potrebbe fare meglio? Sempre. È questo un motivo per non fare niente? No. Ad ammettere di essere un egoista non ci è voluto molto, ma evitare la domanda ogni volta che questa si poneva nella forma di un mendicante è stato fino ad oggi più facile. Come mi comporterò alla prossima mano tesa? Non lo so. Ma ci penserò due volte.

8 Comments

  1. lauretta ha detto:

    SONO D'ACCORDO SU TUTTO. SE FAI LA CARITA' LA FAI E BASTA!

  2. giuseppe ha detto:

    una articolo bellissimo. condivido

  3. Valentina ha detto:

    Condivido ogni punto a parte i primi tre che, a mio parere, meriterebbero qualche riga in più essendo temi molto complessi. Il post nel suo insieme sembra un invito alla carità incondizionata, che non condivido. La carità deve essere fatta consapevolmente, altrimenti il rischio è di peggiorare la situazione.

    Credo che il post NON SIA un invito alla carità incondizionata… ma la domanda è: "la maggior parte dei lettori che messaggio percepisce?".

    (1)In particolare bisogna fare attenzione a parlare di elemosina ai bambini, un tema così delicato andrebbe trattato in maniera più approfondita. Non si tratta di un film e il racket dell'elemosina è solo uno dei motivi per non dare soldi ai bambini. Comprare qualcosa da mangiare può essere una soluzione, ma non in tutti i casi: spesso i mendicanti prendono accordi con i negozi nei dintorni e riconsegnano il cibo in cambio di denaro.

    Ci sono studi sociologici che da decenni studiano i risultati del "dare inconsapevolmente": dalla cooperazione internazionale degli anni 80, basata principalmente sul'assistenzialismo, alle singole azioni come quella di fare l'elemosina o dare caramelle ai bambini. I risultati a lungo termine sono estremamente negativi e si parla anche di dipendenza (2). Riguardo a dare i soldi a tossicodipendenti e alcolisti (3) non credo in 1€ come un'opportunità. In una situazione di tossicodipendenza, credimi, i soldi non sono un opportunità, ma una disgrazia.

    Sia chiaro che con questo commento non voglio dire che l'elemosina non sia da fare, dico che va fatta consapevolmente: è un gesto che può essere positivo o negativo a seconda della situazione, mentre nel post si vede solo una faccia della medaglia.

    • Angelo Zinna ha detto:

      Allora Vale, come mi difendo?

      Intanto mettiamola così: il post non è né un invito alla carità incondizionata, né un invito alla carità condizionata. Non è un invito, perché non sta me e non sono di certo io a poter dare l'esempio perché non lo faccio in prima persona. L'idea nasce più da un'osservazione semplice, nata più che altro qui in India dove sai sono messi male, che è il fatto che i viaggiatori ogni volta che passa un mendicante girano la testa. Ne ho parlato con molte persone e i motivi sono sempre quelli del post, anche i miei lo sono. Quindi scrivere questo è solo per mettere nero su bianco che aiutare si potrebbe ma è più facile trovare scuse, e questo è tutto quello che volevo dire. Il titolo che magari può dare fastidio, capisci che serve ad attirare anche un po' l'attenzione e smuovere qualche reazione, se con te ci sono riuscito allora ho raggiunto l'obiettivo.

      Riguardo i singoli punti, è ovvio che hai ragione. Ci sono situazioni che andrebbero conosciute prima di poter dare qualsiasi giudizio. Esaminare come e perché queste cose succedono non era lo scopo del post (e se lo fosse stato non ne so abbastanza). Volevo solo dire che dare queste situazioni per scontate per sentirsi in pace con sé stessi non dando niente è stupido, perché non possiamo sapere come stanno le cose. Insomma io posso dare soldi inconsapevolmente alla mafia attraverso un bambino che fa l'elemosina, ma rimane un'azione fatta in buona fede, per bontà, il fatto che poi porti ad un risultato negativo è un altro discorso, che non mi rende una persona cattiva. Non so se è chiaro. Il problema che poni tu nel tuo commento sta in quello che può succedere se iniziamo a dare soldi a tutti, che è reale, ma quello di cui volevo parlare io è un altro punto, ossia il non fare niente per principi fasulli. Come sia meglio o peggio fare la carità lo lascio dire a chi ne sa di più, ma prima ci deve essere la volontà, che per chi trova le scuse di cui ho parlato non sembra esserci. Sbaglio?

      Se poi vuoi la mia opinione il discorso dei bambini è provocatorio ed è risaputo che c'è un mercato dietro. Ma non credo che la gente sia stupida, se un bambino ti porta a comprare 10 euro di latte è facile capire che c'è qualcosa sotto, basta decidere per conto proprio cosa e dove comprare da mangiare (che anch'io credo sia la soluzione migliore). Questo non succede solo ai bambini. E se quello che gli offriamo non lo vogliono si capisce che c'è qualcuno dietro. Anche il discorso sulla dipendenza da carità è giusto e pericoloso, però anche qui si può giudicare caso per caso con i propri occhi. Io credo che in pochi abbiano voglia di mettere su un'organizzazione che crei lavoro per chi muore di fame, e se l'alternativa è fare finta di niente allora credo che sia meglio creare una dipendenza comprandogli un panino. Infine, io mi riferisco qui a gesti piccoli e situazioni a cui ci troviamo di fronte ogni giorno. Un euro non fa la differenza perché soltanto una persona lo dà, ma se fossero in 100 a darli la farebbe. Se cammino per strada e un uomo mi ferma giudicare che questo sia un tossico o un alcolista e spenderà i miei soldi nella sua dipendenza è difficile e pregiudizievole. Anche qui comprare qualcosa da mangiare sarebbe meglio, ma è sempre possibile? No. Se vuoi dare un'opportunità gli cerchi un lavoro, ma parlando di gesti piccoli è realistico? Neanche. Quindi credo che dare un contributo rimanga un bel gesto, che poi non produca il risultato sperato, come ho detto prima, non lo rende sbagliato per principio.

      Forse è un modo superficiale di vedere le cose il mio, però non era sulla carità che cercavo di concentrarmi, ma più sul gesto fine a sé stesso. Spero di essermi fatto capire un po' meglio!

  4. Giorgia Barbagallo ha detto:

    Io questo "loop mentale" l'ho risolto poco tempo fa.

    Ho iniziato a sostituire il denaro con beni.

    Ad esempio una volta una signora faceva l'elemosina per comprare del cibo.

    Le ho chiesto e mi ha detto che le bastava del pane e le ho portato un sacchetto con del pane e del latte.

    Un'altra volta invece, ad un signore, gli stavo lasciando un sacchetto pieno di frutta e verdura (mio padre ha un'attività e me l'ha data da portare a casa) e il signore si è scansato dicendomi che voleva solo i soldi e che oi si arrangiava lui.

    Ed una volta, a Milano, con un signore che faceva l'elemosina ci siamo messi a fare le classiche "quattro chiacchiere da bar" ed era contento così.

    P.S. Carino il post.

    In molti, su questo argomento, si buttano in teorie filosofiche immense. (Che servono assolutamente, per carità).

    Ma ci voleva un post che dice semplicemente:

    <>

    eppoi sta a voi "far i conti con voi stessi".

    Felice di essermi fermata a leggerlo. =)

    • Giuseppe A. D'A ha detto:

      D'accordissimo con te Giorgia. E la volete sapere una cosa? Io mi sento piu' in colpa quando do rispetto a quando non do. Per tantissimi motivi che non sono in grado qui di spiegare. D'altronde come si spiega quel turbamento interiore che ti viene quando vedi un indigente e nonostante tutto tiri diritto? E anche qui, i motivi possono essere ben piu' numerosi di quelli argutamente sottolineati da Angelo.

      Ma quando ti ritrovi per un motivo o per l'altro quella cosa da mangiare in piu'… E la dai a chi dice che ha fame… E accetta di buon grado perche' ha DAVVERO fame… Allora quel si' piccolo gesto ti fa sentire felice.

  5. Aldo ha detto:

    I soldi a nessuno! Se qualcuno mi chiede soldi perché ha fame gli do un panino, caso strano il 99% lo rifiuta e mi dice che sono senza cuore…..

  6. Lety ha detto:

    Vedo che il fenomeno è in continuo aumento: mesi fa c'era un ragazzo nordafricano fuori dal supermercato, non l'avevo mai visto e aveva l'aria spaesata; era molto magro e aveva vestiti non della sua taglia. Mi ha dato l'idea di uno appena sbarcato. Gli ho dato 1 euro e mi ha ringraziato infinitamente, credo di aver letto nei suoi occhi speranza per il futuro e fiducia nelle persone (le classiche cose mentali che mi faccio io) poi non l'ho più visto. Due settimane fa è entrata dove lavoro una nuova questuante, una ragazza molto giovane e anche carina, sembrava venire dal sud america. Mi ha chiesto soldi perchè a suo dire ha bambini piccoli (era sola), avevo un euro e poco più di moneta e glieli ho dati, le ho detto che non avevo altro (era vero, per abitudine giro quasi sempre col minimo contante o anche senza) … questa che fa? prende i soldi e mi guarda delusa. Ho lasciato perdere ma avrei voluto chiederle che cosa si aspettava da me, forse un assegno di mantenimento x la famiglia? ieri è tornata con la sua solita insistenza, non le ho dato nulla, tra l'altro lei non si ricordava di me e neanche che le avevo dato qualcosa. Che cosa ne deducete?

    Io personalmente faccio sempre più fatica a non dare nulla perchè sono una che si immedesima abbastanza nelle persone, al tempo stesso concordo col quinto punto di Angelo, quindi ma tra i miei propositi x il nuovo anno c'è quello di usare al meglio la modesta somma destinata alle opere di bene … come? semplicemente osservando. Ovviamente per me è più facile rispetto a chi (penso ad Angelo) si sposta in continuazione, perchè svolgo una vita abitudinaria e frequento più o meno sempre gli stessi posti, quindi osservo e tendo a ricordare chi chiede soldi. Mi fa incavolare vedere che c'è qualcuno che vuol far diventare la questua un "lavoretto" per arrotondare, di associazioni del malaffare ce ne sono già tante (a bambini, zingari con bambini, lavavetri, mendicanti mutilati, venditore di rose soprattutto ai semafori non do' nulla x principio) senza che si infurbiscano pure i singoli che magari hanno un bel faccino, magari sbaglio ma forse sarebbe da aggiungere anche il punto: "non faccio opere di bene se non ad associazioni certificate che operano sul territorio" di queste sì ce ne sono tante, di tutti i tipi e hanno realmente bisogno.

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