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In Partenza per l’India: 94 Cose che Devi Sapere

Ci sono molte cose che è importante sapere prima di partire per l’India. Ce ne sono altre che non servono a niente. E poi ci sono quelle che lasciano perplessi, mettono il paese in prospettiva. L’elenco potrebbe essere infinto, ma qui sono state raccolte 94 cose da sapere prima di dirigersi nel sub-continente:

1. Spesso ci si riferisce all’India con il termine sub-continente. Cosa signfica? Il sub-continente è un territorio geograficamente indipendente all’interno di un continentente più grande, che nel caso di quello indiano include anche stati vicini come Sri Lanka e Pakistan. Un tempo, circa 50 milioni di anni fa, l’India era separata dal resto dell’Asia, formando quindi da sola un continente.

2. La collisione tra il continente indiano e quello asiatico ha formato l’Himalaya.

3. L’India ha una popolazione di 1,2 miliardi di persone e secondo le stime delle Nazioni Unite sorpasserà la Cina entro il 2028. Entro la fine del secolo in India ci saranno più di un miliardo e mezzo di persone.

4. L’Hindi è la quarta lingua più parlata al mondo, ma non è l’unica parlata in India. Ognuno dei 28 stati ha la sua lingua, ma a sua volta ogni stato è suddiviso in gruppi linguistici più piccoli. Secondo alcune stime in India si parlano oltre 1.000 lingue differenti, anche se è difficile sapere dove inizia una e dove finisce l’altra.

5. Non c’è una lingua ufficiale singola, l’Hindi e l’Inglese sono entrambe le lingue nazionali.

6. L’India si vanta di essere la più grande democrazia al mondo, dato che i cittadini cinesi non scelgono direttamente i loro governanti.

7. Durante le elezioni le dita dei votanti vengono macchiate con un inchiostro particolare per far in modo che si possa riconoscere chi ha già votato.

8. In India sono nate almeno quattro religioni oggi diffuse in tutto il mondo: l’induismo, il buddhismo, il gianismo e il sikhismo.

9. Gli indiani sono molto patriottici. Talmente patriottici che ci tengono ad essere in testa alle classifiche e superare ogni possibile record. Di recente l’India è entrata nel Guinness dei primati per aver raccolto il maggior numero di persone travestite da Gandhi in un unico luogo e nel 2007 un ragazzino di 15 anni ha, sotto supervisione del padre, effettuato un taglio cesareo per diventare il più giovane chiururgo esistente.

10. Per viaggiare in India è necessario un visto. Purtroppo non è la meta ideale per viaggiatori a breve termine, non solo per le sue dimensioni, ma perché il visto rilasciato è di sei mesi e doppio ingresso, e costa circa 60 euro. Sono in programma alcune modifiche sui regolamenti riguardo i visti ma data la burocrazia indiana non ci si può aspettare che avvengano presto.

11. Ci sono più vegetariani in India che in tutto il resto del mondo insieme. Quasi tutti i ristoranti servono esclusivamente piatti vegetariani, anche se trovare carne di pollo o di capra non è difficile. Date le condizioni igieniche la carne rimane comunque un rischio.

12. Le uova, in India, non sono considerate vegetariane, ma il formaggio, Paneer, sì.

13. Nonostante il 90% del cibo a disposizione sia di origine vegetale, dire che in India si mangia sano sarebbe come affermare qualcosa lontano dalla realtà. La cucina, pur essendo varia rimane povera, quasi tutto viene fritto in dosi abbondanti di olio di senape, lo zucchero è un ingrediente essenziale in molti piatti.

14. L’India è il più grande produttore di mango al mondo. il 40% di tutti i mango al mondo viene da qui.

15. Il chai è la bevanda nazionale. L’India è sia il primo consumatore che il primo produttore di tè al mondo ed è bevuto ovunque sottoforma di chai o masala chai.

16. Le ricette variano ma quasi sempre il chai è preparato unendo tè nero spesso proveniente dall’Assam, latte, zucchero e varie spezie, tra cui cardamomo, ginger, cannella e pepe.

17. Quando ci si trova di fronte ad un hotel, in India, non è detto che sia un albergo. La parola hotel qui è utilizzata per descrivere i ristoranti molto più spesso che una struttura d’alloggio.

18. Nonostante sia stato dichiarato illegale, in India è ancora attivo e funzionante il sistema delle caste. Questo significa che un trattamento diverso è riservato a chi appartiene ad un’etnia diversa, e in alcune regioni si trovano scuole divise per casta, così come cliniche e interi quartieri. In molti stati appartenere ad una casta più bassa significa non aver diritto ad una promozione sul lavoro, non poter aspirare ad una carriera e non potersi sposare con una persona di una casta diversa.

19. I matrimoni combinati sono ancora cosa comune e sono molte le coppie composte da persone che non si sono quasi mai incontrate prima di sposarsi. Soprattutto nelle grandi città questo è un fenomeno in calo e i “love marriages” stanno divenendo sempre più accettati. Spesso però non è solo la motivazione culturale a spingere le famiglie a combinare un matrimonio. In particolare per le donne, la scelta deriva dalla prospettiva di una sicurezza economica altrimenti difficile da raggiungere.

20. L’India è un paese fortemente maschislista e ancora lontano dal riservare un trattamento equo ad entrambi i sessi. In particolare nei confronti delle donne straniere l’opinione è molto bassa.

21. È raro trovare una donna che fuma o beve alcol, in particolare se giovane. Se questo accade è solitamente considerata una prostituta.

22. Per una donna in viaggio in India è importante vestirsi in modo appropriato sia per rispetto, che per sicurezza, che per non comunicare il messaggio sbagliato. Vestirsi in modo adatto non significa assolutamente vestirsi come un locale, ad esempio in saree, che alcune persone potrebbero trovare addirittura offensivo. Per appropriato si intende prima di tutto coprire le spalle e le gambe. In generale si cerca di evitare di mostrare le curve del corpo vestendo abiti larghi per attirare il minimo d’attenzione – cosa che rimane comunque molto difficile.

23. La parte meridionale dell’India è più liberale rispetto al nord ed è un ambiente più rilassato anche per viaggiare.

24. Nel visitare i siti di interesse culturale una netta differenza separa i turisti stranieri da quelli indiani. Gli stranieri pagano in media un prezzo di ingresso 25 volte superiore ai locali. Per la maggior parte dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO un indiano paga 10 rupie, mentre uno straniero ne paga 250. Il Taj Mahal è l’attrazione di questo genere più costosa, con un biglietto d’ingresso del costo di 750 rupie per gli stranieri, poco meno di 10 euro.

25. L’India ospita 30 Patrimoni dell’Umanità UNESCO.

26. Un viaggio in India non è completo senza essersi spostati almeno una volta in treno. Il sistema delle ferrovie è ben sviluppato e permette di raggiungere virtualmente ogni parte del paese. A nord i collegamenti sono migliori che a sud, dove a causa della catena montuosa dei Western Ghats tra il Tamil Nadu e il Kerala, a volte è più opportuno muoversi in autobus. I treni sono utilizzati quotidianamente da moltissime persone, sono spesso vecchi, affollati, in ritardo, ma abbastanza comodi e super economici.

27. Per prendere il treno in India non è necessario prenotare in anticipo, ma è altamente consigliato. Esistono varie classi, la più bassa è la General Class, per la quale non è necessario prenotare ma dove non è assicurato un posto a sedere. Nella seconda classe poi a seconda che si viaggi di notte o di giorno si può riservare una cuccetta nella Sleeper Class oppure un sedile per viaggi più brevi. Si passa poi alla prima classe che si suddivide a sue volta in tre categorie, 1AC, 2AC e 3AC. AC sta per aria condizionata. Si dice esistano dei treni in cui è possibile prenotare un intero vagone, ma questo non viene pubblicizzato in alcun luogo.

28. Purtroppo per prenotare via internet è necessaria una carta di credito indiana. Senza di essa è necessario iscriversi al sito delle ferrovie inviando una copia del passaporto, e aspettando che un profilo sia aperto manualmente a proprio nome. Niente è semplice in India. L’unico modo per evitare le file altrimenti è passare tramite un’agenzia che solitamente prende intorno alle 150 rupie di commissione a biglietto. Molte stazioni e uffici prenotazioni hanno comunque una fila riservata ai turisti stranieri che rendono l’attesa più breve.

29. In India si trova l’ottava linea ferroviaria più lunga al mondo, che da Dibrugarh arriva a Kanyakumari coprendo una distanza di 4286km. Questa è l’ottavo viaggio per distanza ma non per durata. Il treno infatti impiega 83 ore ad arrivare a destinazione, diventando il quinto viaggio più lungo dopo il treno che da Toronto arriva a Vancouver in Canada (86 ore). Altre tratte anche più lunghe, utilizzando treni più moderni, impiegano molto meno tempo in altre parti del mondo.

30. La Indian Railways è una delle organizzazioni più grandi al mondo con quasi un milione e mezzo di impiegati. Le ferrovie indiane hanno assunto poco meno personale di quanto McDonald’s ne abbia a disposizione in tutto il mondo.

31. I treni indiani trasportano 13 milioni di persone al giorno.

32. Dato il grande numero di persone che viaggiano in treno è facile che alcune tratte vengano completamente esaurite con settimane di anticipo, soprattutto nei periodi di festa. Per aiutare chi non può sempre prenotare in anticipo, ad esempio gli stranieri, è stato creato lo schema Tatkal che blocca un numero di posti fino alle ultime 24 ore prima della partenza. Prenotando il giorno prima del viaggio quindi, se tutto il resto del treno è pieno, si può comprare un biglietto Tatkal pagando un supplemento di 90 rupie.

33. In India si mangia con le mani.

34. In particolare, si mangia con la mano destra, dato che la sinistra è la mano utilizzata per pulirsi dopo essere andati in bagno.

35. La natura purtroppo non è accessibile quanto si vorrebbe. Numerosi sono i National Park protetti in tutto il paese, ma in nessuno di questi è concesso entrare senza prima aver richiesto gli appositi permessi e spesso senza partecipare ad un tour guidato. Questo ha senso quando si partecipa ad un safari – trovarsi da soli di fronte ad una tigre non sarebbe la più facile delle escursioni – ma a volte ci si trova di fronte ad esperienza preconfezionate oltre che molto costose.

36. Dormire in India costa poco ma anche gli standard tendono ad essere bassi per le guesthouse più economiche. Le famose bettole partono dalle 250 – 300 rupie (3 – 4 euro) a camera doppia oppure da 500 a seconda della zona.

37. Paradossalmente nelle aree turistiche dormire sembra costare meno che nelle zone meno trafficate. Addirittura, in aree poco frequentate dai turisti stranieri, molti hotel non accettano clienti non indiani. Il motivo è che ogni hotel in India deve riempire una lunga serie di moduli con i dati degli ospiti stranieri e poi passarlo alla polizia locale. Alcuni hotel semplicemente non ne hanno voglia.

38. A Delhi, il Main Bazaar è l’area turistica della città, in cui si trovano la maggior parte degli hotel economici, di fronte alla stazione di New Delhi. Quasi tutti gli hotel su questa strada applicano un supplemento del 10% sul prezzo della camera sono il titolo di “Service Charge”, senza ovviamente farvelo sapere in anticipo.

39. In India non esiste niente che non sia contrattabile.

40. Tra le iniziative positive, è stato introdotto da poco un sistema che permette ai cittadini di comunicare in modo diretto con le autorità. Questo si chiama RTI, Right To Information, ed è un sistema tramite il quale ogni cittadino può scrivere ponendo una domanda, mostrando un problema o presentando una lamentela a qualsiasi ente pubblica, che è obbligato a rispondere entro due settimane.

41. Il divario finanziario all’interno della popolazione indiana è immenso. Un impiegato qualificato, ad esempio un tecnico nel settore dell’elettronica o delle comunicazioni, guadagna uno stipendio di circa 10.000 rupie al mese, poco più di 100 euro. Un persona in carriera in una grande multinazionale può guadagnarne 10.000 al giorno. Il 35% degli indiani vive con meno di 2 dollari al giorno.

42. Un pasto completo al ristorante in India costa intorno agli 80 centesimi.

43. Per i giovani che stanno decidendo cosa fare del proprio futuro, in India esiste spesso un percorso standard: l’ingegneria. Gli studi umanistici sono intrapresi da pochi e le famiglie tendono a mandare i propri figli verso le facoltà di ingegneria, essendo questo il settore in più rapida crescita all’interno del paese ed essendo la professione dell’ingegnere sempre molto richiesta all’estero. Spesso questa strada è intrapresa indipendentemente dagli interessi personali, è considerata la via più diretta al successo ed a un lavoro sicuro.

44. Non è un caso quindi che le grandi multinazionali della tecnologia abbiano colto la palla al balzo. Sia Google che Microsoft hanno aperto uffici in India e città come Hyderabad stanno diventando i nuovi centri di riferimento per l’industria dell’elettronica e dell’informatica.

45. Il nuovo CEO di Microsoft non a caso è indiano, Satya Nardella, originario proprio di Hyderabad.

46. Non è però tutta crescita. Slumdog Millionaire e Shantaram hanno contribuito a mostrare al mondo l’aspetto più triste dell’India: la vita negli slum. Oggi questi stanno diventando attrazioni turistiche e in città come Mumbai è possibile partecipare a tour organizzati per vedere da vicino questi quartieri ormai immensi.

47. C’è slum e slum però. Pochi indiani, anche i più poveri, ammetteranno di vivere in uno slum perché per loro il solo fatto di avere un tetto sulla testa significa avere una casa di tutto rispetto. Slum è quindi sì un termine generico, ma utilizzato dai locali in riferimento ai casi più estremi in assoluto.

48. Per la fascia opposta della popolazione è da poco stata proposta una legge che vorrebbe vietare i matrimoni troppo sgargianti. Una legge simile esiste già in Pakistan e, seppur apparentemente ingiusta, si può capire solo osservando le manie di grandezza degli indiani, che raggiungono il loro picco durante eventi come matrimoni. Il The Hindu, uno dei principali quotidiani indiani, riportando la notizia, citava l’esempio di una donna che per sposarsi intendeva acquistare un vestito fatto completamente d’oro.

49. In rapporto alla sua dimensione il Punjab è lo stato più ricco, in parte anche al grande numero di persone provenienti da questo stato che vivono all’estero e mandano indietro i propri guadagni.

50. Punjab significa cinque fiumi (punj – cinque, jab – fiume), per i cinque corsi d’acqua che attraversano lo stato.

51. Questa è la casa della religione Sikh, una particolare dottrina secondo la quale agli uomini non è concesso tagliare barba o capelli.

52. Per essere un buon Sikh inoltre bisogna sempre avere con sé una spada chiamata Kiripan. Oggi è più un oggetto simbolico delle dimensioni di un coltello da cucina, ma rimane il fatto che è ancora comune per i Sikh circolare con un’arma appesa alla cintura.

53. La seconda religione più grande in India è l’Islam.

54. Sono presenti oltre 300.000 moschee attive in India, più che in ogni altro paese del mondo.

55. Il numero zero è stato inventato in India dal matematico Aryabatha intorno al 500.

56. Muoversi in tuk tuk può essere tanto divertente quanto pesante. Non esiste un guidatore onesto nei confronti del turista e contrattare è necessario anche per gli spostamenti più piccoli. Spesso capiterà che i tuk tuk vi porteranno dove preferiscono loro, piuttosto che dove avete chiesto di andare, in quanto c’è sempre una commissione che li aspetta presso gli hotel, i ristoranti e le agenzie con cui sono in contatto.

57. È illegale portare rupie indiane fuori dall’India.

58. Il Kumbh Mela, un festival induista che si tiene ogni 12 anni in India, è il più grande raduno umano al mondo. L’ultima volta che l’evento ha preso atto 60 milioni di persone hanno partecipato alle celebrazioni sulle rive del Gange, al punto di essere visibili dallo spazio.

59. L’industria cinematografica indiana è la più grande al mondo con una produzione che vanta oltre 1.000 nuovi film ogni anno. Bollywood è l’entità più grande in questo settore, ma non l’unica, molti film minori vengono prodotti lontano dagli studi di Mumbai. La qualità delle pellicole indiane ha raggiunto una qualità altissima in fatto di tecnica ed effetti speciali, ma lo stile sembra rimanere invariato con lunghi balli di gruppo che improvvisamente interrompono la scena.

60. La mucca è l’animale sacro per gli indiani ed è lasciata circolare liberamente per strada in qualunque angolo del paese. La devozione nei confronti dell’animale è solo parzialmente un fatto religioso. Nonostante l’induismo celebri la mucca questa non è considerata una vera e propria divinità. Il motivo per cui la mucca è intoccabile è per il rispetto nei confronti di un animale che regala così tanto senza chiedere niente in cambio. La mucca infatti è necessaria per il lavoro nei campi, produce latte, burro e formaggio e il suo sterco è utilizzato come carburante. La mucca è stata quindi fondamentale per la sopravvivenza del popolo in tempi di crisi e per questo in India viene lasciata in pace.

61. Un’altra motivazione vuole che, essendo il periodo di gestazione della mucca simile per durata a quello degli esseri umani, ed essendo il suo latte l’unico adatto ai neonati in assenza di quello materno, la mucca vada rispettata come una seconda madre.

62. In India si trovano il 30% delle mucche esistenti al mondo. Nonostante la libertà non si può comunque dire che facciano una bella vita. Il livello di inquinamento è talmente alto che i prati verdi sono ormai un sogno lontano.

63. In India è stato inventato il gioco degli scacchi.

64. L’India è il primo paese per numero di omicidi con oltre 32.000 casi l’anno.

65. L’India è il paese con il maggior numero di uffici postali al mondo.

66. L’India, tra i tanti simboli, ha anche un albero nazionale. È il banyan, segno di immortalità per la sua capacita di gettare nuove radici dai suoi rami e continuare a crescere anche quando il tronco principale decade.

67. Varanasi, in Uttar Pradesh, è la città più antica del mondo che è stata continuamente abitata.

68. Il Gange è il più importante corso d’acqua indiano ed è il fiume sacro in cui ogni giorno migliaia di persone si immergono per purificarsi. Il Gange però non è l’unico fiume sacro, ne esistono infatti ben sette. Gli altri sei sono il Godavari, il Narmada, l’Indus, il Kaveri, lo Yamuna e il Sarasvati che è oggi asciutto.

69. Il Gange è di importanza cruciale per la vita degli indiani, in quanto fornisce acqua ad oltre 500 milioni di persone. In queste acque, oltre a lavare il corpo, si fa la biancheria, si utilizza come bagno pubblico, come discarica, e per la cremazione dei morti.

70. Il Gange è il secondo fiume più inquinato al mondo. Secondo alcune misurazioni sono presenti 100 milioni di batteri fecali per ogni 100 millilitri d’acqua.

71. Non sono solo i fiumi ad essere sacri. Nell’estremità più bassa dell’India, le spiagge di Rameshwaram sono un altra destinazione di pellegrinaggio. Secondo un rito che molti induisti considerano d’obbligo almeno una volta nella vita, dopo essersi immersi nel Gange una piccola quantità d’acqua di fiume deve essere raccolta e trasportata a Rameshwaram per poi essere rilasciata in mare in dono a Shiva. Una volta fatto ciò viene raccolta della sabbia dalla spiaggia di Rameshwaram per essere rilasciata a sua volta nel Gange, completando così il pellegrinaggio. Questo è un viaggio di oltre 5.000 km andata e ritorno.

72. Pur avendo un visto valido questo non basta a visitare tutti gli stati indiani. Per alcuni infatti è necessario un permesso speciale da richiedere una volta arrivati. Questi sono gli stati del nord-est, un gruppo di territori vicini che da anni lottano per l’indipendenza. Questi sono il Sikkim, l’Arunachal Pradesh, il Mizaram, Manipur e il Nagaland.

73. Diverse comunità tibetane vivono in esilio nella parte più alta dell’India. La più famosa è certamente quella di Dharamsala, dove oggi risiede il Dalai Lama.

74. Pochissimi ristoranti vendono alcol. Nonostante bere sia molto comune tra gli indiani questa è un’attività pesantemente tassata. Per vendere alcol è richiesta una licenza del costo di centinaia di migliaia di rupie, che di conseguenza solo i ristoranti e bar di alto livello possono permettersi. In molte guesthouse frequentate da stranieri è facile trovare chi vende birra sottobanco, ma nei ristoranti locali è praticamente impossibile.

75. Dalla diarrea è difficile scappare durante un viaggio in India. Prima o poi arriverà, e qui ha addirittura un nome tutto suo – “Delhi Belly”. Questa è dovuta spesso ai batteri che contaminano l’acqua e alle scarse misure igieniche. Bere solo acqua confezionata è un modo per prevenire, ma spesso non basta.

76. I mendicanti sono ovunque, per le strade, sui treni, a volte nei ristoranti. Ognuno sceglie con la propria testa come comportarsi nei loro confronti ma ci sono alcune categorie di persone a cui è meglio evitare di dare dei soldi. I bambini sono i primi, spesso mandati da un adulto a fare l’elemosina. Ci sono poi le madri con neonati in braccio che chiedono di comprargli del latte: questa è una truffa. Le donne, d’accordo con i commercianti, fanno comprare ai turisti del latte al triplo del prezzo per poi renderlo al negozio e dividere i soldi.

77. Nel presentarsi un uomo non deve stringere la mano ad una donna ed ogni contatto fisico è da evitarsi. Unire le mani e dire Namasté è il gesto più corretto.

78. Sui treni, ma anche per le strade, capiterà spesso di vedere passare dei transessuali che battono le mani. Questi sono le Hijra, persone che vivono ai margini della società e si crede che queste abbiano il potere di donare fertilità agli uomini. Le Hijra quindi camminano sui corridoi dei treni dando benedizioni in cambio di soldi ai passeggeri uomini, che sembrano tutti pagare felicemente.

79. Un’altra figura che non si può fare a meno di incontrare è quella del Sadhu. I Sadhu sono uomini che dedicano la propria vita alla liberazione, attraverso la meditazione e la rinuncia. Nonostante il simbolismo che portano con sé – abiti arancioni, faccia dipinta – il loro unico scopo è abbandonare ogni forma di attaccamento materiale per raggiungere la pace. Ai Sadhu ci si riferisce spesso anche con il nome di Baba.

80. Molti sono però i Sadhu finti, soprattutto in luoghi turistici come Varanasi o Rishikesh. Questi sono di solito uomini che si dipingono il viso per farsi fotografare dai turisti in cambio di soldi. Un vero Sadhu non dovrebbe chiedere soldi (anche se accetta donazioni spontanee).

81. Quasi mai si incrocerà una donna Sadhvi, ma questo non significa che non esistano. Proprio nel 2014 si è formato ufficialmente il primo gruppo Sadhu tutto femminile, un primato in India.

82. Il ponte più trafficato al mondo si trova a Calcutta, è l’Howrah Bridge, che viene attraversato ogni giorno da due milioni di persone.

83. In India è molto più comune per gli uomini che per le donne andare in un salone di bellezza. Camminando per le strade di qualsiasi città si incrociano di continuo piccoli Men Beauty Parlour, in cui settimanalmente uomini di ogni età vanno a tingersi i capelli, farsi la barba, farsi fare un massaggio, pulizia del viso e trattamenti per la pelle.

84. È normale per due uomini tenersi per mano camminando o durante una conversazione.

85. L’omosessualità però, in India è illegale e punibile per legge.

86. In generale la sessualità in India è un argomento di cui non si discute. Questo è probabilmente un motivo per cui l’omofobia è ancora diffusa.

87. Dal 1998, a capo del più importante partito politico indiano, il Congress Party, c’è un’italiana, Sonia Gandhi. Nata con il nome di Edvige Antonia Albina Maino, torinese di origine, Sonia Gandhi è stata la moglie del sesto primo ministo indiano Rajiv Gandhi, assassinato nel 1991. Dopo un iniziale rifiuto di entrare in politica, ha accettato nel 1998 finendo per diventare il presidente del partito più longevo. Oggi è considerata una delle persone più influenti nella politica indiana.

88. Rajiv Gandhi prese potere dopo l’assassinio di sua madre Indira Gandhi nel 1984, che è stata il primo ministro indiano per più tempo oltre ad essere stata dichiarata il più grande da un sondaggio di India Today.

89. Nonostante il nome i Gandhi della politica non hanno nessuna parentela con Mahatma Gandhi.

90. Molti simboli sono portati sul corpo degli indiani per motivi religiosi e culturali. Uno dei più comuni, uguale in tutto il paese è la linea rossa verticale che dalla fronte raggiunge la divisa dei capelli delle donne. Questo marchio significa che la donna è sposata.

91. Il bindi, il puntino tra le sopracciglia, ha invece diversi significati oggi. Originariamente questo stava a rappresentare il terzo occhio che vedeva ciò che gli altri occhi non riuscivano – un occhio che guarda all’aspetto spirituale della vita più che a quello materiale – ma oggi per molte donne è nient’altro che una decorazione. Le donne più giovani indossano bindi di diversi colori, mentre le donne sposate indossano il rosso che è diventato anch’esso simbolo di matrimonio. Le vedove a volte abbandonano il bindi o passano dal puntino rosso ad uno nero.

92. La svastica è un altro simbolo comune che si trova dipinto ovunque, sulle pareti di casa, sui mezzi di trasporto, sulla pelle stessa. Questo è un segno di buon auspicio, buona fortuna. La svastica venne adottata da Hitler come simbolo del partito nazista, ma a differenza di quella induista, questa è rotata di 45 gradi.

93. Le noci di cocco sono un simbolo di purezza e per questo sono una delle offerte più comuni nei templi.

94. Lo stato del Kerala, famoso per le sue backwaters, prende il nome proprio dal cocco: Kera – cocco, Lam – acqua.

4 Comments

  1. Claudia ha detto:

    Potrei andare avanti a leggerne centinaia di curiosita' cosi, alcune sembrano davvero porte su universi paralleli!

    Tra l'altro ho scoperto che l'esemplare di baniano piu' grande al mondo si trova in India: http://en.wikipedia.org/wiki/The_Great_Banyan (potrei anche averlo gia' scritto da qualche parte nei commenti a qualche altro articolo, se e' cosi non picchiatemi!)

  2. Carlo ha detto:

    Sonia Maino di origine è vicentina, non torinese, essendo nata a Lusiana (Vicenza) nel 1946. Dopo qualche anno si trsferì ad Orbassano (Torino) con i genitori.

  3. Fedele Lauria ha detto:

    L’india un paese da Fiaba SCONVOLGENTE e VITALE,li conosci l’energia del punto 5 ENEAGRAMMA,la forma del CUORE la MAGIA,rispetto al RAZIOCINO occidentale,in INDIA ti senti a casa!!!!chi lascia il suo corpo in INDIA è alle ultime RINCARNAZIONI!!! IN DIA cioè andare nel Dia cioè andare verso la DIA perchè la forma divina è FEMMINILE!!!quindi IN DIA

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