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Non Devi Essere un Astronauta per Imparare a Vivere (Ma Potrebbe Aiutare)

Qual è l’ultima volta che hai abbandonato un sogno? Tutti lo abbiamo fatto, lo facciamo. Pensaci. Abbiamo in mente di costruire qualcosa di grande, di andare in luoghi lontani, affrontare una vita diversa. Qualcuno ci riesce, è vero, ma altrettanti arrivano ad un punto in cui, magari finendo incastrati tra le cose di tutti i giorni, accettano di arrendersi al “non ce la posso fare“. Si convincono che “non era poi una buona idea“. Si lasciano immobilizzare dalla paura di lasciare la sicurezza delle abitudini. Ognuno ha la sua ragione. Ecco, a queste persone, vorrei consigliare di scambiare due chiacchere con Chris Hadfield.

Parlarci adesso è probabilmente una missione complicata, data la fama che si è guadagnato negli ultimi due anni, ma per fortuna c’è un libro che potrebbe rispondere a qualche domanda. Quando pensate di non poter fare qualcosa, pensate a questo: Chris Hadfield, canadese, a nove anni, dopo lo sbarco di Armstrong sulla Luna, decide di voler diventare un astronauta. Quella che si potrebbe indicare come la fantasia passeggera di un bambino, rimane ferma dov’è per molti anni a seguire. A 10 anni Chris Hadfield vuole ancora diventare un astronauta. E così a 11, a 12, a 18 anni. Raggiungendo l’età adulta si rende conto però di un piccolo inconveniente: in Canada un’agenzia spaziale non esiste. La sua idea di carriera spaziale non è solo difficile da raggiungere, è impossibile.

Ora, quella di perseguire questo sogno potrebbe ben rientrare nella categoria “non era poi una buona idea”, ma Chris si mette comunque a studiare ciò che crede lo potrebbe avvicinare eventualmente a diventare un’astronauta. Diventa un pilota. Poi un ingegnere. Poi un comandante. E poi finisce che riesce davvero, diventa un’astronauta. Chris Hadfield è il primo canadese a camminare nello spazio e il suo libro, An Astronauts Guide To Life On Earth, racconta la sua storia.

Il libro cerca di essere una via di mezzo tra una biografia, che va dalla nascita dell’autore al suo pensionamento dopo aver passato sei mesi in orbita nella International Space Station, e un manuale alla vita che cerca di metterti in testa che se vuoi, puoi. Il racconto non è sempre lineare, che è un bene, ed è difficile non ammirare la determinazione di un uomo che è riuscito a fare di sé qualcosa su cui nessuno avrebbe scommesso. Al contempo, quante persone hanno le idee così chiare sul cosa voler diventare durante tutto l’arco della propria vita? Poche. L’unica nota fattibile sul testo è probabilmente riguardo l’educazione militare di Chris che è molto presente nei numerosi consigli sulla disciplina, sul lavoro duro e sulle priorità da darsi. Tutte cose indispensabili per raggiungere risultati del genere, certo, ma che possono risultare un po’ pesanti per noi normali esseri umani.

In tutto ciò, perché leggere un libro di un astronauta? Non è per l’ispirazione e neanche per capire come funziona la vita su una stazione spaziale. Il motivo è semplice: Chris Hadfield non è solo un’astronauta. È l’uomo che dopo aver lottato tutta la vita per decollare, essere arrivato in orbita, essere diventato un comandante spaziale, ha fatto di meglio. Come? Andando nello spazio a registrare una cover di Space Oddity di David Bowie e ottenendo 22 milione di visite su YouTube. Genio.

Quindi: non devi essere un astronauta per imparare a vivere. Ma sì, potrebbe aiutare. Il libro non è ancora disponibile in italiano (e non è detto che lo sarà), ma la versione in lingua originale si può trovare qui.

4 Comments

  1. Bell'articolo Angelo (come al solito)

    Credo comunque che il signor Hadfield sia stato fortunato ad avere da piccolo un sogno ben definito, che è sopravvissuto al tempo. Intendo dire: anche io ho sognato di fare l'astronauta, però poi di essere uno speleologo, poi un esploratore, poi un inventore, poi il doppiatore, poi lo scrittore… I sogni della maggior parte delle persone cambia 100 volte prima dell'età in cui ti poni realmente problema di cosa fare per realizzarli, per cui quando quell'età arriva, non sai quale scegliere.

    Averne UNO SOLO è una gran fortuna, non trovi?

    • Angelo Zinna ha detto:

      Certo sono d'accordissimo, l'ho anche scritto nel post che nessuno ha le idee chiare come lui ha detto di avere. Io sono come te, me ne viene una al giorno, però a volte mi chiedo se questa sia un po' una scusa e un po' qualcosa a cui siamo abituati, cioè di non prendere le idee troppo sul serio perché sappiamo già che cambieranno. Un messaggio simile a quello del libro lo manda un documentario bellissimo, forse l'hai visto, si chiama Jiro Dreams of Sushi. Non è la mia (la nostra?) mentalità e non su tutto mi trovo d'accordeo, ma è la storia di uno che si è messo a fare una cosa bene ed è diventato il migliore. Se non l'hai visto, guardalo!

  2. travelonmyway ha detto:

    bellissimo … io credo che la vera forza motrice sia la perseveranza..

    Le persone che riescono a raggiungere determinati obbiettivi non hanno nulla fuori dal "comune" , hanno semplicemente capito che la costanza, la stima in se stessi, l'ambizione ed i sacrifici sono alla base di una vita realizzata.

    Tanta stima…

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