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In Partenza per il Nepal: 27 Cose Che Devi Sapere

Pensando al Nepal la prima immagine che viene in mente è quella delle bandierine buddhiste che sventolano in cima alle più alte montagne del mondo, ma il Nepal non è soltanto questo. Il turismo ha trasformato questa terra, a giusta ragione, in una delle destinazione preferite per quanto riguarda i viaggi avventura, ma c’è molto altro da scoprire oltre alle scalate e i trekking ad altitudini estreme. Qui 27 cose che devi sapere:

1) Il Nepal è oggi una repubblica, ma non è sempre stato così. La situazione politica nepalese è cambiata talmente spesso negli anni recenti e in modo così drastico che è difficile capirne tutti i dettagli. Fino al 1996 era in carica una monarchia costituzionale che fu però ribaltata da un’insurrezione maoista. Tra il 1996 e il 2001 nel conflitto con i comunisti sono morte 13.000 persone. Nel 2001, una volta calmatesi le acque, è avvenuto il massacro in cui tutta la famiglia reale è stata uccisa. Nei cinque anni successivi la monarchia viene abolita e viene scritta la costituzione che rende il Nepal ciò che è oggi.

2) Il colpevole del massacro reale del 2001 si è scoperto essere stato il Principe stesso. Dopo aver ucciso suo padre, il Re Birendra, sua madre, la Regina Aishwarya, sua sorella, suo fratello, e i suoi zii, il Principe Dipendra si è tolto la vita.

3) Nonostante molti occidentali credano il Nepal come un paese buddhista, questo è il realtà a grande maggioranza induista. Il buddhismo è la seconda religione, ma gli indù compongono oltre l’80% della popolazione.

4) Parlando di religione, c’è però una tradizione particolare ed unica che il Nepal si porta dietro ancora oggi: quella della dea vivente. Quella dell’adorazione della Dea Kumari è una tradizione induista praticata in modo diverso anche in India. In Nepal la dea vivente è una bambina scelta tra la comunità dei Newari che si crede sia la manifestazione dell’energia divina in terra. La selezione è durissima e perché una bambina sia scelta deve rispettare una lunga serie di canoni estetici e di comportamento fin dal momento della nascita. La bambina rimane una dea fino al raggiungimento della pubertà: al primo ciclo mestruale torna ad essere mortale e comincia la ricerca di una nuova Kumari.

5) La bandiera nepalese è l’unica bandiera nazionale al mondo a non essere rettangolare.

6) Per entrare in Nepal non serve ottenere un visto in anticipo. All’arrivo, sia sul confine terrestre che in aeroporto 30 giorni di visto sono concessi per 40 dollari. Non tutti sanno che è possibile ottenere un permesso più lungo, di 3 mesi, pagando 100 dollari americani. Il visto si può poi estendere fino a 6 mesi una volta all’interno del paese.

7) In Nepal esistono tre distinte fasce climatiche, nonostante la dimensione ridotta del paese. La parte bassa, al confine con l’India si trova un clima tropicale, al centro c’è la fascia temperata e salendo a nord, dove le vette più alte conquistano il paesaggio ci si può trovare a temperature artiche.

8) La regione della Kathmandu Valley è tra quelle con la più alta concentrazione di Patrimoni dell’Umanità UNESCO al mondo. Con 7 Patrimoni sparsi nel giro di quindici chilometri quadrati la città ha molto da offrire in termini culturale, anche se al contempo molti siti sono simili tra loro, come le tre piazze Durbar o le numerose stupa sparse per la città.

9) Kathmandu nonostante sia la capitale, non riesce ancora a gestire le necessità della sua popolazione. Questo riguarda in particolare l’elettricità. Kathmandu infatti è probabilmente l’unica capitale asiatica in cui l’elettricità permanente è ancora un sogno. Secondo un sistema di suddivisione queste viene ripartita tra le diverse parti della città nelle diverse ore del giorno. Ci si trova così ad avere buchi di quattro o cinque ore senza corrente nel mezzo del giorno, per poi vederla tornare in serata. Bisogna farci l’abitudine!

10) La cucina nepalese non è particolarmente ricca, né particolarmente attraente rispetto alle altre tradizioni asiatiche. Tra i pochi piatti di cui è composta quello più famoso è il momo. I momo sono una versione nepalese dei dumpling cinesi. Questi possono essere bolliti o fritti, di carne o vegetariani. Si trovano in ogni ristorante locale e per strada a Kathmandu.

11) Se chiedete ad un nepalese cosa preferisce mangiare però, la risposta sarà univoca: dal bhat! Il dal bhat è molto simile al thali indiano, un piatto di riso bianco, con una zuppa di lenticchie e un curry di patate di contorno. Gusto a parte, ordinando questo piatto nella maggior parte dei ristoranti vale la regola del mangia finché non scoppi. Il piatto continuerà ad essere riempito ogni volta che si arriva vicini alla fine se non si ferma il cameriere!

12) In Nepal non usa sttringere la mano come forma di saluto. Il contatto fisico tende ad essere evitato e l’alternativa è invece unire le proprie mani in un Namaste.

13) Nella regione del Mustang è ancora comune per una donna sposare due uomini. Di solito si tratta di due fratelli, che si dividono la stessa moglie per non dover spartire la terra di famiglia.

14) L’animale nazionale è un uccello che somiglia all’incrocio tra un piccione ed una gallina – ma molto più grande e molto più grasso – che vive a 5.000 metri sul livello del mare. Questo animale però è poco interessante rispetto alla bestia che è il vero simbolo dell’himalaya: lo yak. Lo yak è una specie di mucca, più grande, che veste una quantità di pelliccia così abbondante che sarebbe impossibile pettinarla tutta. Lo yak è usato per qualsiasi cosa tra le montagne: per il trasporto delle provviste, per il lavoro nei campi, per il latte, per la carne e per i vestiti. E il suo sterco è usato come carburante una volta essiccato.

15) Lo yak non può sopravvivere sotto i 3.000 metri d’altitudine. Data la sua pelliccia morirebbe di caldo.

16) Allo yak è stata dedicata una terribile corsa ciclistica che avviene ogni anno sul circuito dell’Annapurna: la Yak Attack. Questa è una gara di mountain biking che raccoglie appassionati di tutto il mondo. È una sfida durissima, che partendo da Kathmandu attraversa gli ambienti e i climi più improbabili per centinaia di chilometri di discese ripide e conseguenti discese.

17) Oltre agli animali veri in Nepal esistono anche animali probabili. La leggenda dello Yeti, l’uomo delle nevi, è ampiamente creduta in particolare tra i più anziani abitanti delle montagne. In molti ammettono senza problemi di averne visti, raccontando storie di incontri del terzo tipo e per chi rimane scettico delle storie di questi piccoli villaggi, c’è anche un libro del grande alpinista Reinhold Messner e della sua personale ricerca dello Yeti.

18) Otto delle dieci montagne più alte del mondo sono in Nepal.

19) Negli anni ’60 Kathmandu è stata la capitale degli hippie occidentali che vedevano la città come punto d’arrivo nei loro viaggi dall’Europa o dall’America. Questo non era per l’aspetto spirituale o culturale del luogo, ma perché in Nepal il charas circolava liberamente e non era considerato una droga. Il governo ha cambiato la sua opinione nel vedere arrivare orde di giovani stranieri a caccia di fumo a poco prezzo ed ha, a giusta ragione, deciso di bannare il traffico, deviando così tutti gli hippie in India.

20) Buddha è nato in Nepal nel villaggio di Lumbini.

21) La stupa più grande del mondo si trova a Kathmandu, è quella di Boudhanath.

22) Il Nepal è ormai tra le prime destinazioni al mondo per il trekking. Ancora oggi però, nonostante lo sviluppo, sette persone l’anno muoiono per i disturbi dell’altitudine e diversi sono i dispersi nelle montagne. Queste morti sarebbero facilmente evitabili ma spesso tra gli stranieri manca l’educazione necessaria ad affrontare questo genere di esperienze.

23) Gli israeliani sono i primi per numero tra i trekkisti stranieri in Nepal.

24) Kathmandu e Pokhara hanno sviluppato un forte mercato di vestiti ed attrezzatura tecnica falsa. In entrambi i centri non c’è negozio che non venda ogni tipo di accessorio North Face, Mammut o Marmot a prezzi stracciati (dopo aver contrattato). La qualità rimane relativamente alta nonostante il prezzo e per questi chi parte per un trekking non ha bisogno di trascinare da casa chili di attrezzatura, basta entrare in qualsiasi negozio e se ne uscirà somigliando ad un cartello pubblicitario North Face.

25) Pokhara è conosciuta per le numerose attività a cui è possibile partecipare. Si può fare rafting, kayaking, mountain biking e paragliding, ossia il parapendio. C’è però uno sport che esiste solo in questa piccola città ed è il parahawking. Questa invenzione recente progettata per essere venduta ai migliaia di turisti che passano di qui ogni anno è l’incrocio tra paragliding e… hawking. Cosa significa? Ci si lancia con il parapendio avendo un aquila agganciata al braccio e una volta in volo si libera il rapace che spiccherà a sua volta il volo. Non ha molto senso. Ma c’è chi lo fa.

26) Il Nepal è un paese piccolo, ma viaggiare al suo interno richiede molto più tempo di quanto ci si aspetti. Le strade non hanno sempre il diritto di portare questo nome e i mezzi pubblici cadono a pezzi quando va bene. Non esiste viaggio comodo in Nepal.

27) In Nepal non c’è ferrovia, e per la maggior parte delle destinazioni si può scegliere di viaggiare sul local bus oppure su un tourist bus. La differenza é grande, ma il nome tourist indica semplicemente autobus privati. Spesso questi vengono utilizzati più dai locali che dai turisti veri e propri.

3 Comments

  1. Bellissimo come sempre, ogni volta che leggo quello che scrivi imparo cose nuove. Senti a me scrivi una guida fatta bene bene e spacchi ! Altro che Lonely Planet

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