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Guida Pratica all’Uso della Guida di Viaggio

Nella lista dei pericoli in cui si può incorrere viaggiando in modo indipendente si trovano alcune voci che tutti ricordano a memoria, come essere rapiti e tagliati a pezzetti molto piccoli perché creduti una spia dal governo russo, oppure trovarsi con lo zaino pieno di cocaina al controllo passaporti e accorgersi di essere stati utilizzati come mulo dall’ennesimo trafficante colombiano, oppure essere fotografati con quel travestito thailandese e scoprirlo quando la foto ha già raggiunto i 164882 like su Instagram, ma in molti si dimenticano di quello che è in realtà il più grande dei rischi per il backpacker dei giorni nostri: affidarsi ad una guida.

Non che ci sia niente di male a portare con sé una Lonely Planet nello zaino, la guida di viaggio può essere un’ottima compagna se utilizzata nel modo giusto, ma, appunto, bisogna sapere cosa farci con questo blocco di informazioni, sia per evitare delusioni che per provare, almeno in parte, a viaggiare davvero in modo indipendente non dipendendo completamente dalle pagine di un libro. Ecco alcune istruzioni per l’uso:

Per Chi è Scritta la Guida?

La normale guida di viaggio, oggi, non è più diretta ad un gruppo specifico di viaggiatori. Quando si parla di grandi case editrici il target cerca sempre di essere il più ampio possibile e come gli altri prodotti di largo consumo a cui la globalizzazione ci ha abituato, fornire qualcosa che sia il più possibile omogeneo è fondamentale. Cosa significa? Significa, ad esempio, che gli standard devono accontentare tutti e che si tratti di attrazioni, hotel o ristoranti, quando non è possibile inserire tutto, si cerca ciò che è piu normale. Ci sarà sempre la Top 10 delle cose da vedere, sempre un hotel dal prezzo non troppo alto e dalla qualità non troppo bassa, sempre un ristorante locale ma in cui non ci si sente fuori luogo.

Per chi è scritta la guida quindi? La guida è utile prima di tutto a chi visita un paese per la prima volta. La guida è per chi non si preoccupa troppo del budget, dato che non c’è albergo che non alzi i prezzi subito dopo essere apparso su Lonely Planet (a giusta ragione). La guida è utile per chi vuole formare un itinerario attraverso le grandi attrazioni principali. La guida va bene per il viaggiatore generico o il turista medio, che non è un termine dispregiativo, ma più un modo per descrivere chi non è focalizzato su attività precise (sport, arte, avventura), ma vuole semplicemente fare “un po’ di tutto” nel poco tempo a disposizione. Questa descrizione coinvolge la maggior parte di coloro che vanno in ferie per due o tre settimane l’anno, ossia il gruppo di persone a cui le case editrici si rivolgono. Per tutti gli altri, la guida è utile fondamentalmente solo quelle volte che ti scaricano ad una stazione alle tre di notte e hai bisogno di un indirizzo qualsiasi su cui puntare il dito per farlo vedere ad un tassista indonesiano (che non è poco).

Come è Scritta una Guida?

È bello pensare che gli autori siano persone pagate per viaggiare provando tutto quello che il mondo ha da offrire. Non è proprio così. La maggior parte degli autori sono freelance pagati un prezzo fisso per lavoro. Dato che oggi guide su ogni destinazione al mondo sono già state scritte, più che scrivere guide si tratta revisionare guide già scritte. Questo non è un lavoro particolarmente ben pagato ed è impensabile che gli autori dormano in tutti gli hotel di cui parlano. Essendo pagati a progetto, è nel loro interesse completare la revisione nel minor tempo possibile con la minor spesa possibile. A volte si tratta solo di fare qualche telefonata per aggiornare i prezzi.

È facile arrivare alla conclusione che con questo sistema vi sia chi sia spinto a recensire una struttura piuttosto che un’altra in cambio magari di qualche notte gratis, oppure di un pasto, oppure addirittura una mazzetta. È risaputo che per quanti autori onesti si impegnino per scovare ogni segreto di una destinazione, ce ne siano altri che si inventano ogni trucco per il proprio profitto personale. Thomas Kohnstamm ne è un esempio e il suo libro racconta di tante storie simili. Non è solo questione di essere disonesti, però. Se un albergo sa che sta arrivando un autore (e spesso lo sa perché questo si annuncia), è ovvio che riserverà un servizio speciale nella speranza di una recesione.

Cosa aspettarsi quindi? Su nessuna grande guida sarà mai recensita un bettola in cui dormire o mangiare e per questo troverete sempre una struttura almeno decente. L’errore è partire con delle aspettative e arrivare ad una delusione a causa di descrizioni gonfiate, che sono comuni. Bisogna accettare che non è tutto come viene raccontato, ma che va bene lo stesso se il prezzo è giusto.

Come è Pubblicata una Guida?

Il mercato delle guide cartacee non avrebbe perso alcun colpo se non fosse arrivato internet. È stato il miglior modo per contenere informazioni utili fino a pochi anni fa e in molti ne sono ancora affezionati. Il motivo per cui, però, un libro di carta non può più competere con una pagina web è l’attualità dei contenuti. Perché una guida venga messa in vendita può passare fino a un anno intero da quando è stata scritta. L’autore impiega settimane o mesi a coprire una regione, poi questa deve essere controllata, editata, mandata in stampa e distribuita. In un mondo che cambia così rapidamente in un anno molte informazioni non saranno più valide. A molti piace ancora vedere la collezione sullo scaffale, ma la realtà è che ciò che è disponibile on-line è spesso più aggiornato, oltre ad essere gratuito. La carta ha il grande vantaggio di non dipendere da una batteria, ma anche limiti di peso e dimensioni che uno schermo non ha. Di questo si sono accorte anche molte case editrici, che non ha caso hanno già cominciato a mettere a disposizione molti capitoli in PDF.

Come muoversi quindi? Semplice, fidarsi di ciò che rimane stabile. Gli itinerari ad esempio non cambieranno mai e anzi, proprio grazie alla pubblicità delle guide riescono a svilupparsi. Ogni guida offre sempre una serie di percorsi classici e battuti e diverse idee per visitare regioni più remote e su ognuno di questi si può pensare il proprio viaggio (non prenderlo alla lettera, solo farsi un’idea). Di cosa invece non fidarsi mai? Degli orari degli autobus. Dei prezzi degli autobus. Dei prezzi degli hotel. Dei numeri di telefono. Dei ristoranti “non turistici”. Di tutto ciò che in un anno o sei mesi può cambiare, e cambierà.

Quale Guida Scegliere?

Difficile da dire. Non basta indicare una marca per poter dire quale guida è la migliore, perché anche all’interno di una stessa collana si possono trovare grandi differenze. Ai grandi nomi si potrebbe preferire una guida alternativa, magari di una casa editrice indipendente, che diventa intrattenimento oltre che informazione. Per quanto riguarda questo genere di guide No Borders Magazine ha raccolto qui un elenco interessante. Se sceglierete di affidarvi alle guide tradizionali sappiamo già chi si spartisce il mercato: Lonely Planet e Rough Guides sono le prime, seguite da Routard e poi le Frommer’s e le Moon Guides, e National Geographic. Ce ne sono un sacco. È impossibile dire quale sia la scelta da fare senza averle usate tutte, ma è vero che Lonely Planet, essendo la più grande, è anche quella in cui sono investiti più soldi e quella che, per la maggior parte delle destinazioni, viene aggiornata più spesso.

Ciò che importa però è anche altro. Ad esempio meglio una guida ad una città, ad un paese intero, o multipaese? Personalmente non credo valga la pena investire in una guida per visitare una sola città in un weekend. E lo stesso vale per l’opposto, comprando una guida all’Europa Occidentale, oppure al Sud-Est Asiatico o al Sud America, in cui decine di paesi sono contenuti in un solo libro è impossibile aspettarsi un manuale completo. Si finirà senza dubbio sul tracciato più turistico in assoluto. Per i paesi singoli invece dipende da diversi fattori. Le guide ai paesi anglofoni sono sempre un passo avanti rispetto alle altre, principalmente perché quasi tutte le guide sono scritte in inglese (e poi tradotte) e quindi gli autori sapranno andare più a fondo nei luoghi in cui si parla la loro lingua madre. Basta fare un confronto con paesi di grandi dimensioni come Australia o Stati Uniti con uno come la Cina. Nel primo caso ci si troverà di fronte a libri completi e spunti interessanti, nel secondo ci si troverà a leggere di come arrivare da un Patrimonio UNESCO all’altro e poco più. Da prediligere sono poi le guide scritte da espatriati, che sono la cosa più vicina ad una persona locale, anche se questo rimane un metro superficiale in quanto ci sono molti viaggiatori che conoscono regioni come le proprie tasche senza averci mai vissuto.

In Conclusione, Come si Usa Questa Guida?

Ormai è chiaro, il concetto è uno solo: prendere ogni informazione con le pinze, utilizzando la guida come un’aggiunta e non come un supporto. Cercare di pianificare un viaggio in base a ciò che veramente interessa e non in base a ciò che “bisogna vedere”, accettare che quello che è scritto in una recensione è la visione di un autore, un essere umano, e non un dato di fatto. È facile lasciare che qualcuno decida per noi, ma non ha senso partire per un viaggio prestampato sulle pagine di un libro. Viaggiare con delle aspettative è già di per sé un errore, ma basare queste aspettative su una guida significa andarsi a cercare una delusione.

2 Comments

  1. Claudia ha detto:

    "Per tutti gli altri, la guida è utile fondamentalmente solo quelle volte che ti scaricano ad una stazione alle tre di notte e hai bisogno di un indirizzo qualsiasi su cui puntare il dito per farlo vedere ad un tassista indonesiano (che non è poco)" hahahah, grande!

    Ci vorrebbe anche un articolo di traduzioni "guidese-italiano" in cui spiegare che quando, ad esempio, Lonely Planet scrive che un ostello ha "atmosfera coinvolgente e giovanile ed happy hour settimanali" significa che e' un ricovero di backpacker in vari stadi di intossicazione che soccombono ai molti decibel di musica tecno-pop in filodiffusione nelle aree comuni!

  2. Martin ha detto:

    Ciao Angelo,quel che mi piace del tuo blog é la varietà di argomenti,benché legati al viaggio sono punti di riflessioni che vanno oltre…

    Le guide secondo me sono come la bibbia,c'é chi non viaggia senza,chi le segue come la massima verità,c'è chi le demonizza,chi le usa come "aneddoto avventuriero"( ah! quella volta volta sul confine nepalo-tibetano i cinesi mi l'hanno sequestrata!!) e infine c'è chi vede che sia le guide come la bibbia la scrissero uomini,forse con qualche buona ragione,ma pur sempre uomini con i sui pregi e i suoi…interessi?

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