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Fotografare Persone: 17 Trucchi per Farlo Meglio

I ritratti di persone sono spesso le foto più di valore tra quelle che portiamo a casa da un viaggio. Perché? Perché lo sguardo, l’azione e ciò che caratterizza un personaggio sono tutte cose difficilmente riproducibili, al contrario di paesaggi o monumenti che non cambiano mai. Se per una natura morta la tecnica e l’ambiente sono i due fattori che fanno la differenza, per rendere la foto di una persona superiore ci sono altre considerazioni da fare, perché un’espressione dice tutto: se la persona è in posa si vede, se lo scatto è rubato si nota, se c’è intimità tra chi fotografa e chi è fotografato si capisce subito. Quando parliamo di fotografia di strada, o di viaggio, è impossibile prevedere chi ci troveremo di fronte e per questo prendere l’abitudine a porre attenzione su alcuni dettagli può aiutare a cogliere l’attimo quando l’occasione si presenta. La pazienza aiuta.

Prima

Aspetta. È facile cadere nella tentazione di cominciare a scattare appena raggiunta una destinazione, ma se si fotografano persone questo può diventare controproducente. Innanzitutto la fotografia dovrebbe raccontare un’esperienza, quindi è bene cercare di immergersi nell’ambiente e interpetarlo prima di sparare foto in aria. Seconda cosa, lasciare che le persone che ci circondano, ossia gli eventuali soggetti, si abituino alla nostra presenza e magari abbiano modo di scambiare un saluto o un cenno le renderà più a proprio agio e quindi più disponibili a farsi fotografare. Chiedere il permesso o meno è soggettivo, personalmente preferisco evitare per non permettere ai soggetti di mettersi in posa, ma per non risultare invadente o irrispettoso cerco di mettermi in una posizione per cui la mia presenza diventa normale e inoffensiva.

Bilancia il bianco. Se il luogo in cui andremo a scattare ha una luce uniforme, prima di cominciare è una buona idea fare alcune prove con il bilanciamento del bianco. Questo può suonare scontato, ma non si tratta solo di scegliere “Sole diretto” se il sole è diretto. Spesso infatti i risultati migliori arrivano dall’utilizzare impostazioni diverse da quelle ovvie, quindi fare una prova con diversi bilanciamenti permette di fare un confronto e capire se è meglio un’immagine più calda o più fredda, anche a seconda del messaggio che si vuole comunicare.

Nel dubbio, nuvoloso. Se ci si trova in una situazione in cui la luce cambia spesso (ad esempio quando si passa di continuo da sole a ombra) oppure si ha la tendenza a dimenticare di impostare la macchina prima di ogni sessione, è bene comunque scegliere un bilanciamento del bianco diverso dall’automatico. Personalmente tendo a mantere le impostazioni su “Nuvoloso” di base, che arrossisce un po’ il colore della pelle dando calore e dà un tono particolare all’immagine sia al sole che al coperto. Su pelli chiare questo rossore può diventare eccessivo in condizioni di luce normale e in particolare fotografando persone conosciute può risultare un po’ strano, quindi magari in situazioni simili è meglio “Sole diretto” che tende sempre al rosso ma in modo più leggero.

Spegni il flash. Il flash è il peggior nemico dei ritratti, in particolare se si tratta del flash integrato. La luce del flash appiattisce l’immagine e accende i colori anche quando non è necessario. Mai usare il flash, neanche al buio.

Considera la luce. La luce non si può controllare, ma capire da dove arriva è già un passo avanti. Non sempre un soggetto si presenta alla giusta ora del giorno, ma aspettare che si giri nella direzione giusta cambia tutto. L’occhio si adatta meglio al contrasto rispetto alla macchina, quindi non basta vedere una buona immagine, è necessario pensare a come questa verrà fuori sullo schermo prima di scattare.

Durante

La regola dei terzi. La prima e più conosciuta legge della fotografia: non mettere il soggetto in mezzo. Spostare il soggetto di lato regala profondità e rende la foto più interessante. Questo non significa che va utilizzata sempre, anzi, come ogni regola artistica è dovuto romperla quando necessario. Della composizione avevo già parlato più nel dettaglio qui.

Scatta a raffica. Non impostare la macchina su “Scatto singolo”, ma piuttosto su “Scatto continuo”. Un battito di ciglia o un movimento degli occhi può rovinare una foto, per questo è sempre utile scattare tre o più foto e preoccuparsi dopo di scegliere la migliore.

Fai pratica con i bambini. Qualcuno potrebbe essere contrario a questa pratica sul piano etico e non avrebbe tutti i torti, ma la realtà è che i bambini sono spesso naturalmente attratti dalla macchina fotografica e saranno più disposti a farsi fotografare diventando buoni soggetti per capire come muoversi.

Priorità di scatto o apertura? Sicuramente un ritratto ravvicinato farà più effetto quando la messa a fuoco è solo sugli occhi, ma purtroppo quando si scatta in modo spontaneo non sempre è possibile chiedere ad una persona di mettersi nella posa migliore. Se si trattasse di fotografia organizzata un’apertura ampia ridurrebbe la profondità di campo sfocando tutto il superfluo, ma su strada è meglio mantenere la priorità sulla velocità di scatto per evitare foto mosse, anche a costo di aumentare il fuoco.

Racconta una storia. È vero che una bella foto riuscirà a stare in piedi da sola, ma questa non potrà che migliorare se inserita in un contesto. A volte non si tratta di raccontare una persona attraverso un’immagine, ma di raccontare un luogo attraverso le persone. Scattare diverse foto a ciò che circonda il soggetto, che sia questo il posto di lavoro, la città o i dettagli, permette una visione più ampia di cosa la foto singola rappresenta.

Avvicinarsi è meglio che zoomare. Scattare da vicino porterà quasi sempre risultati migliori che sfoderare quel 70-300 da cinquanta metri di distanza.

Cambia prospettiva. Essere perpendicolare agli occhi del soggetto è sempre un colpo sicuro, ma sperimentare con angolazioni diverse, ad esempio dall’alto o dal basso può portare a risultati inusuali e per questo interessanti. Basta mettersi in ginocchio o cercare un luogo elevato da cui scattare per ottenere foto che pochi altri avranno scattato.

Scatta orizzontale. Nell’eseguire un ritratto si tende spesso a utilizzare il formato verticale della foto, perché qui è più facile riempire la cornice. Fotografare persone in formato paesaggio, ossia orizzontale, può dare una profondità altrimenti impossibile da ottenere e lasciare spazio per lo sfondo quando questo è significativo.

Sii parte della foto. Negli scatti rubati c’è sempre la sensazione che manchi qualcosa e quel qualcosa siamo noi. Quando all’interno di un’immagine vedo una persona che mi guarda dritto negli occhi mi viene sempre da chiedermi come avrà reagito alla foto, se il fotografo ha chiesto il permesso, se al soggetto faceva piacere o meno. Sapere che tra il fotografo e il soggetto c’è stato un contatto crea automaticamente una storia e la storia rende la foto migliore.

Dopo

Ritaglia. Con la risoluzione che le macchine digitali permettono oggi non ci si deve preoccupare più di tagliare troppo. Quando ci si concentra a ritrarre il volto di una persona, oggetti di disturbo sullo sfondo possono passare inosservati. Questi possono essere rapidamente eliminati con un taglio. Non sono però solo i difetti che devono essere eliminati, spesso è semplicemente una inquadratura più stretta a creare un’immagine più bella. Importante però è non ritagliare a caso, ricordandosi sempre di fissare il rettangolo alla proporzione 3:2.

Contrasta. Io amo le foto con molto contrasto, ma è facile farsi prendere la mano ed esagerare. Aumentare contrasto e luminosità accende i colori e definisce linee e sfumature, ma può anche appiattire la foto e farla risultare finta. Oggi sembrano anche essere tornate di moda le foto finte vecchia, all’apparenza slavate, e in molti invece di aumentare il contrasto preferiscono diminuirlo cercando questo effetto. Purtroppo non basta rendere i neri grigi perché una foto sembri vecchia, per ottenere questo risultato è necessario giocare molto con saturazione e bilanciamento del colore (o scaricare un filtro).

Correggi il rossore. Le macchine fotografiche hanno dei limiti, in particolare quando si scatta con luce naturale, per questo non andrebbe considerato un reato modificare i colori con programmi di fotoritocco. Uno dei problemi più comuni, in particolare quando si stampano foto digitali, è il riuscire ad ottenere un colore della pelle che non sia troppo acceso. Se prima ho parlato di utilizzare un bilanciamento del bianco “Nuvoloso” per scaldare i toni, quando questo calore è eccessivo è possibile fare delle modifiche che renderanno i colori più naturali. Il modo più rapido di fare questa correzione, quando il rosso sulla pelle e troppo intenso, è andare nel menù colori di Photoshop o GIMP, scegliere Livelli, e quindi selezionare il livello blu portandolo a una cifra tra i -75 e i -95. Successivamente, basterà diminuire di qualche punto la saturazione dei rossi e si otterrà una colorazione più bilanciata.

10 Comments

  1. Claudia ha detto:

    Molto utile… "per non risultare invadente o irrispettoso cerco di mettermi in una posizione per cui la mia presenza diventa normale e inoffensiva." ma qual e' questa posizione, riesci a fare degli esempi? cioe', a me succede che, anche se riesco a far diventare normale ed inoffensiva la mia presenza, appena alzo la macchina per il soggetto smetto di essere una persona e divento un obiettivo con le gambe! non mi e' mai capitato che il passaggio fosse fluido. Forse poi sono io che non mi sento del tutto a mio agio da dietro un obiettivo, ma mi piacerebbe cmq capire…

    • Angelo Zinna ha detto:

      Non è semplice e non sempre funziona, ma per me è un discorso di tempo e di luogo. È normale che se entro in un tempio sarò sempre di troppo, ma in un mercato magari passo qualche ora a non fare neanche una foto. La gente si incuriosisce della mia presenza, ma non capisce cosa sto facendo (non sto facendo nulla) quindi si annoia e mi lascia perdere. Poi magari inizio a sparare qualche foto in aria, e perdo tempo finché la gente non perde nuovamente interesse per la macchina. Poi magari inizio a puntarla verso i prodotti che vendono, poi verso la gente che sembra più socievole, che magari con uno sguardo mi comunica che non disturbo. Altre volte semplicemente scatto e fuggo prima che mi lancino i sassi!

  2. Fabio Nodari ha detto:

    Per via del mio carattere non sono amante dei ritratti ma hanno certamente il loro fascino.. Grazie per queste dritte…

  3. Danuccia ha detto:

    Ciao Angelo, ma una curiosità: a me piace moltissimo ritrarre le persone, fin'ora l'ho fatto poco perchè sono piuttosto timida però con il tempo spero di migliorare.

    La mia domanda è la seguente, ma quando fotografi qualcuno e poi esponi o pubblichi le sue foto (ma non le usi a scopo commerciale), cosa succede? Intendo se non ti ha dato il permesso, puoi farlo lo stesso?

    Grazie mille, i tuoi consigli mi saranno molto utili!

    Ciao

    • Angelo Zinna ha detto:

      Ciao Danuccia,

      Non saprei indicarti la legge esatta che dice quando tu puoi o non puoi pubblicare una foto. Per metterla sul semplice però diciamo che ci vorrebbe sempre il permesso, anche solo per l'aspetto morale se non legale. Cioè se scattano una foto a te, immagino vorresti sapere se viene pubblicata. Quindi non ci sono molte giustificazioni da dare, se hai fatto una foto a qualcuno e non hai il suo permesso scritto per pubblicarla, non la dovresti pubblicare.

      Alla fine quindi pubblicare foto di persone come faccio io è sbagliato, in particolare quando si parla di bambini, che in questo genere di cose probabilmente dovrebbero avere più tutele. Non voglio essere ipocrita e dirti che puoi farlo solo perché lo faccio io, quindi in questo voglio essere chiaro. Ora, rimane il fatto che lo faccio lo stesso e posso provare a spiegarti il perché e quali sono i rischi, ma queste non so se possono essere considerate attenuanti. Riguardo la legge, intanto dipende dove sei, perché luoghi diversi hanno leggi diverse in merito. Di solito la regola è che se sei in un luogo pubblico hai il diritto di fotografare quello che vedi. Se sei su proprietà privata invece no. L'aspetto etico rimane comunque importante e quindi se fotografi una persona che non vuole essere fotografata in un luogo pubblico sei nel torto. Per vendere le foto di persone ad un giornale, ad esempio tramite un'agenzia, ci sono diversi tipi di licenze. Quasi sempre avrai bisogno di allegare il permesso scritto, a meno che non si tratti di una licenza editoriale, ossia di una foto necessaria a illustrare informazioni/una notizia/una critica.

      Ora, venendo a me, io pubblico tutto perché non credo di fare del male a nessuno. Anche se potrei sbagliarmi, non credo di pubblicare foto offensive per chi è fotografato e se così fosse sono pronto a toglierle. C'è il discorso del "lo fanno tutti" che è una giustificazione stupida, ma anche un dato di fatto, ci sono miliardi di foto in rete. A me piace fotografare persone perché le persone sono un mezzo per comunicare un messaggio, che può essere una cultura diversa dalla mia oppure uno stato d'animo e il modo in cui uso queste foto credo sia più positivo che negativo, quindi non mi sento in colpa. I rischi: sì forse esiste la possibilità di ricevere una denuncia, ma non credo che succederà sinceramente. Il massimo è che venga chiesto di eliminare la foto, ma anche questo è raro. Purtroppo la maggior parte delle persone che ho pubblicato non sapranno mai di essere state pubblicate. Poi bisogna saper giudicare come muoversi caso per caso.

      Per quanto riguarda lo scopo commerciale la cosa cambia un po' e sì, tecnicamente non è giusto guadagnare con la faccia degli altri. Sinceramente adesso sono al punto in cui anche se vendessi le mie foto (cosa che ancora non accade), mi muoverei nello stesso modo in cui mi muovo ora. Credo genuinamente che una foto da un luogo lontano possa generare ispirazione, possa essere un modo di avvicinarsi a culture diverse e che più in generale possa essere una cosa buona. Anche se vendessi la foto di una persona che non posso più rintracciare, non sentirei di aver fatto qualcosa di male. Di fatto poi guadagno già sulle spalle degli altri, se una foto genera visite, follower o quello che vuoi, questi numeri un domani potrebbero portare delle entrare, e quindi credo che la distinzione tra uso a scopo commerciale e non commerciale sia sempre più sottile. Penso semplicemente si debba essere onesti con sé stessi e dare una misura all'impatto delle proprie azioni.

      Non so quanto sia stato chiaro,

      Un saluto!

  4. Luca de Gennaro ha detto:

    Ciao a tutti, volevo cercare di dipanare qualche dubbio. Per fotografare persone in luogo pubblico non serve autorizzazione, a meno che non siano personaggi pubblici. Ma solo per fotografare. Per utilizzare e/o pubblicare le immagini anche senza scopo di lucro invece, serve la liberatoria sempre per soggetti privati e non serve per personaggi pubblici. Poi c’è la diatriba sul fatto che la o le persone siano o meno il soggetto. Mi spiego: se fotografo il Duomo di Milano è ovvio che non potrò chiedere la liberatoria ai 12500 turisti presenti nello scatto. Ma se stringo sul portale e immortalo tre persone ben riconoscibili si. Oppure se faccio la foto al passante, al mercato “mi pare si citasse sopra” o alle classiche persone sulla panchina, li si, mi serve e se me lo chiedono, devo cancellare subito la foto. A disposizione per maggiori ragguagli…. Luca

  5. Michele Nava ha detto:

    Gentile Angelo, ho letto i vari commenti sopra esposti! È chiaro quanto detto in merito a privacy, ma la domanda che ti faccio io con dovuta premessa è la seguente: io amo fare foto a paesaggi e persone che rientrano nella mia cornice, generalmente mi piace fotografare donne la cui posizione nella mia immagine è inquadrata da dietro, quindi non di fronte o per meglio dire di faccia! Tale modo rende irriconoscibile la persona! Sfido chiunque a dire che da dietro riescono a riconoscere la donna, vuoi per il taglio di capelli, vuoi per le forme del corpo, da dietro (come accade di vedere anche in TV durante i telegiornali con personaggi particolari alla quale su richiesta viene solo inquadrato da dietro e spesso anche sgranato) la privacy è garantita!! È dunque un reato chiedere a quella donna o ragazza se dovesse succedere di girarsi per uno scatto??

    Mi piacciono molto i capelli e le acconciature femminili e questa mia tendenza, richiede a volte la condizione perfetta per fare lo scatto. Non capita mai di farlo da vicino perché come è già stato detto, causa paura e sgomento!

    Grazie della tua disponibilità!
    Michele

  6. Michele Nava ha detto:

    È possibile fare foto da dietro alle persone e pubblicare?
    Michele

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