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Come Viaggiare per un Anno con 5.000 €

A chi è capitato di leggere il mio inutile ma matematicamente perfetto resoconto del 2013, saprà già che per un anno in viaggio ho finito per spendere 6.445 €. Questa cifra però, ha incluso dei costi accessori che normalmente non esisterebbero: a Giugno, mentre mi trovavo in Thailandia, il mio computer portatile si è fuso e ne ho quindi comprato uno nuovo per 539 €, e più tardi, a Settembre, ho deciso di regalare un biglietto aereo a mio padre avendo avuto i primi guadagni consistenti da questo sito e altre attività su internet, spendendo 545 €. Escludendo questi costi, per un anno intero in viaggio, ho quindi speso 5.361 € totali, che includono tutto, dai visti alle spese di prelievo bancario, dai treni ai taxi, dalle numerose notti nelle bettole indiane ai rari letti di un hotel vero e proprio. Includono tutto tranne il primo volo, comprato mesi in anticipo, che da Wellington mi ha portato al Timor Est. Facendo i conti per la prima volta dopo mesi sono rimasto sorpreso io per primo, non solo di essere rientrato nel budget previsto, ma di averlo addirittura ridotto.

Certo, 5.000 € non crescono sugli alberi. Non è una cifra minima e per i più non è facile renderla disponibile per viaggiare. Ma non è neanche stratosferica. Non è irraggiungibile. Non richiede anni di lavoro. È sicuramente meno di quanto si spende stando a casa. A me, ad esempio, sarebbe bastata a malapena per l’affitto in Nuova Zelanda in un appartamento minuscolo e condiviso, con un resto con cui non sarei riuscito a comprare una pizza.

5.000 € sono meno di 450 € al mese, poco più di 100 a settimana. Si può viaggiare con così poco? Sono abbastanza per comprare l’esperienza di una vita? Si può riuscire a far durare i propri risparmi così a lungo? Sì. Ecco come:

Sii Disposto a Farlo

Alzi la mano chi non sarebbe disposto a partire domani per un anno di vacanza. Bene, quello che attende chi parte con poco più del minimo in tasca è qualcosa di un po’ diverso. Non è per tutti. Non è sempre facile. Non è sempre piacevole. Non è necessario. La maggior parte delle persone preferirà mettere da parte la stessa cifra e spenderla in un lasso di tempo più breve, magari in uno, due o tre mesi. Ha perfettamente senso: in questo modo possono essere incluse comodità altrimenti da evitare, ci si può lasciar andare più spesso e partecipare ad attività interessanti. Non importa viaggiare per un anno intero (e nessuno sta cercando di convincerti a farlo). Sei mesi sono abbastanza. Se, però, c’è qualcuno per cui viaggiare è la priorità, una priorità che va oltre il sentirsi a proprio agio, oltre la ricerca dello svago, oltre la visita alle attrazioni, allora la possibilità c’è. Chi viaggia perché viaggiare lo fa star bene e non perché spera di trovare qualcosa, chi viaggia senza aspettative, chi non ha bisogno di tutti gli accessori che il turismo ha da offrire, può farlo con 100 € a settimana.

Scegli Bene la Tua Meta

È ovvio, non ovunque è possibile muoversi con così poco. Le opzioni però non mancano, con alcune destinazioni in cui con il nostro budget si può fare molta strada, mentre in altre è necessario qualche sacrificio in più. Con i miei 5.000 e qualcosa euro, nel 2013 ho attraversato otto paesi. La regione che ho scelto è stata l’Asia meridionale, dove il costo della vita è basso e potevo gestire più facilmente le spese pur viaggiando sempre in modo indipendente. Lo stesso non sarebbe probabilmente possibile in Europa, ma utilizzando, ad esempio, servizi come Couchsurfing, WWOOFing, Work Away, HelpX o AuPair oppure scegliendo di muoversi in bicicletta piuttosto che in treno, campeggiare piuttosto che dormire in ostello, anche in un paese del primo mondo i costi possono essere ridotti al minimo.

Chi parte per un giro del mondo spesso lo conclude in sei mesi o poco più. Questo però non è un viaggio del genere, e viaggiare a budget limitato significa anche limitare l’area che si intende navigare ad una regione precisa. Visitare trenta, venti, o anche i miei otto, paesi in un anno vuol dire toccarli, dire di esserci stati, ma non conoscerli davvero. Dato che il tempo è nostro favore perché non sfruttarlo per approfondire e assorbire ciò che un paese ha da offrire? Nello scegliere la meta del proprio viaggio, oltre a considerare i costi e le possibilità di tagliare il superfluo è bene ricordarsi che meno è meglio.

Non Volare

Volare è comodo per chi non ha tempo, ma per chi si è conquistato questo lusso che senso ha perdersi tutto quello sta tra A e B? Volare può, in alcuni casi, costare meno che coprire lunghe distanze via terra o mare, ma noi non siamo qui per coprire lunghe distanze tutte in un colpo. Dopo l’a volte necessario volo iniziale, ridurre la distanza tra una tappa e l’altra aiuta a dilure i costi di viaggio nel tempo e permette di vedere località intermedie che di solito vengono saltate. Viaggiare con i mezzi pubblici in paesi in via di sviluppo costa sempre poco, talmente poco che nessuna compagnia low cost può batterne i prezzi. Anche quando volare sembra costare il giusto, è bene ricordarsi di tutto ciò che c’è intorno: arrivare all’aeroporto e poi dall’aeroporto alla città, il costo dei bagagli e di quel pasto al quadruplo del prezzo che tanto si finisce sempre per mangiare durante l’attesa. Non è un modo economico di muoversi, non è sostenibile, non è interessante. È veloce, ma cosa importa?

Condividi

Viaggiare da soli è senza dubbio più costoso che viaggiare in coppia o in gruppo. Condividere è fondamentale per chi vuole spendere il minimo. Io non sarei qui a scrivere questo articolo se avessi viaggiato sempre da solo. Una camera singola costa sempre di più che una doppia per persona, un taxi, un tuk tuk o un risciò hanno lo stesso prezzo se utilizzati da soli o in più persone ed è più facile ottenere qualsiasi sconto quando si contratta per un acquisto multiplo. Condividere però non significa per forza dover partire con altre persone, o meglio, viaggiare da soli non significa essere soli. Conoscere persone in viaggio è facile, bisogna saper approfittare delle occasioni e trovare compagni in situazioni simili.

Rallenta

Viaggiare via terra è già un modo di rallentare. Ma a volte non basta. Prendersi qualche giorno in più durante ogni tappa aiuta a schiacciare i costi e suddividerli in tempi più lunghi. Spesso, quando mi fermo per 10 giorni in luoghi in cui altri turisti ne passano al massimo un paio, sembra, sia a me che a loro, una perdita di tempo. Un viaggio a lungo termine però non è un tour, non è un programma da completare. Inseguire la scaletta delle attrazioni per dodici mesi consecutivi è stancante e non ha alcun senso. Può andare bene per chi ha poche settimane a disposizione, ma per chi ha fatto del viaggio una parte della propria vita andare piano è il minimo che si possa fare per riuscire ad assorbire ogni esperienza e anche prendersi cura di sé stessi, non dimenticare che c’è altro oltre alle foto davanti ai monumenti. Rallentare permette sì di risparmiare, ma anche di recuperare quando ce n’è bisogno, di approfondire le nuove conoscenze, mantenere i contatti e organizzarsi in modo appropriato.

Quando Rallentare Non Basta, Fermati

Ci sono luoghi in cui andare piano non basta per abbassare le spese sotto il livello necessario. Il mio primo mese in Thailandia sono saltato da un’isola all’altra alla ricerca della spiaggia perfetta. Questo è costato più di quanto avessi in mente di spendere, ma non è stato un problema, perché durante il secondo mese ho affittato un appartamento e ho piantato radici a Chiang Mai. Il motivo non erano solo i soldi, ma anche il tentativo di osservare un luogo da una prospettiva differente, capire come ci si sente a vivere in Thailandia piuttosto che a visitarla. Non muovendomi, conoscendo meglio la città e pagando un affitto ridicolo ho pareggiato i conti con il primo mese. Questo mi ha inoltre dato la possibilità di recuperare con alcuni progetti personali e definire meglio le tappe successive. Capita spesso di incrociare luoghi che sentiamo abbiano di più da offrire che un altro tempio o un museo, e fermarsi per un tempo prolungato è una buona scusa per apprezzare meglio il posto e scavare al di sotto della solita superficie.

Viaggiare a lungo termine può anche essere vista come un’attività del tutto diversa da quella che si immagina. Per chi predilige l’esperienza fermarsi non è altro che viaggiare ad un ritmo differente. Se ciò che detta i propri spostamenti non sono i luoghi da vedere ma le opportunità di lavoro o apprendimento, sono un sacco le cose che si possono fare con pochissimi soldi a disposizione. L’esempio classico è lo scambio di lavoro volontario in cambio di vitto e alloggio, comune in Oceania, che permette di tagliare ogni costo, vivere in luoghi diversi per poche settimane, conoscere molte persone e magari anche imparare qualcosa.

Smetti di Bere

Niente incide sul budget quanto l’alcol e niente è più difficile da controllare dei propri vizi. Pur sembrando economica, una birra in un paese del terzo mondo costa facilmente quanto due o tre pasti al ristorante. In Oceania tre birre sono una notte d’ostello. Bere è la rovina di chi vuole viaggiare con poco e per questo è da evitare. In fondo se è per svegliarsi la domenica mattina in uno stato di amnesia che siamo partiti, non era meglio stare a casa? Ci sono ovviamente delle eccezioni, delle occasioni in cui una serata tra compagni di viaggio vale più del viaggio stesso, ma basta sapersi regolare e includere tutto nelle spese previste. Per ridurre veramente al minimo ogni spesa basta in realtà seguire una sola regola: bere solo acqua. Anche una lattina di coca dopo l’altra a fine anno formerà probabilmente il budget di un mese, ma a sua volta essere troppo estremi può diventare stressante e creare distrazione, bisogna saper giudicare quando e se ne vale la pena.

Stai Leggero

Il mio zaino oggi ha 40 litri di capienza e pesa 12 kg. Troppi. Idealmente vorrei rimanere sotto i 10, ma dopo un anno in viaggio si accumulano cose che si finisce per portarsi dietro ovunque e di cui é difficile liberarsi. 12 kg però rimane un peso accettabile, molto diverso dai 17 o 18 che la mia schiena doveva subire qualche anno fa. Rimanere leggeri dà maggiore libertà di movimento, permette di camminare invece di prendere un taxi, saltare sull’ultimo treno in partenza e risparmiare una notte in albergo, visitare una città tra una fermata e l’altra e così via. Avere sulle proprie spalle solo l’essenziale inoltre abitua a vivere in modo semplice e rende normale non aver bisogno di niente che non sia necessario.

Mantieni un Diario dei Costi e Impara ad Integrare nel Budget le Spese Occasionali

Ammetto di aver perso l’abitudine di segnarmi ogni spesa in un quaderno a fine giornata, ma non c’è pratica più utile per chi si preoccupa di mantenere sotto controllo il proprio conto in banca. È di grande aiuto in diversi modi: serve a capire quali spese sono giornaliere, quali settimanali e quali mensili, permette di individuare dove siamo più propensi a cadere e a notare i tagli possibili. Prima di partire mi ero dato un budget di poco più di 20 € al giorno e mi sembrava facile rientrarci pensando di poter spendere 7 € per dormire, 7 € per mangiare e 7 € per i trasporti. In realtà, la suddivisione era di rado così equa e a fine mese c’era sempre un visto, oppure delle spese di prelievo dagli sportelli bancari che si accumulavano, oppure dei costi accessori che si mescolavano al totale facendo confusione. Appuntandomi le spese ho imparato ad organizzarmi meglio e pensare in modo diverso. Intanto se il budget è 20 €, so che ogni giorno voglio spenderne al massimo 15. Il resto servira ad includere quelle spese in più che prima o poi si presentano sempre alla fine del mese. Sapendo di poter spendere 15 però, cercavo di spendere 10. Perché non si sa mai cosa può capitare o chi si può incontrare a fine giornata, per cui quei 5 € in più possono tornare utili. Facendo ordine ho perso lo stress, ho risparmiato tutte le volte che gli imprevisti non si sono presentati e ho capito meglio quando era necessaria una sosta o, all’opposto, quando potevo uscire per una pizza.

Lascia Aperti i Piani

Qualcuno dice che organizzando tutto in anticipo si risparmia, ma per me non è mai stato così. Non ho mai prenotato niente in anticipo e ho di rado viaggiato con una guida in mano. Questo perché i consigli di chi ho incontrato e le situazioni in cui mi sono trovato hanno finito per dare forma a buona parte delle mie decisioni. Lasciare aperti i piani significa darsi delle possibilità in più, se queste appaiono. Legarsi ad un programma prefissato, anche solo nella propria testa, è un limite ed un rischio, mentre lasciarsi influenzare dagli eventi rende sia il viaggio, sia chi lo intraprende, più ricchi, in tutti i sensi. A volte ci si troveranno di fronte degli ostacoli, ma questo fa parte del gioco, è il motivo per cui partiamo.

A livello pratico prenotare non sempre è un vantaggio. In Asia mi sono reso conto che le guesthouse che si promuovono su internet, che vengono pubblicate nelle guide, che sono molto recensite, non sono quasi mai le più economiche. Le strutture piccole, a gestione familiare e trovate per caso o su raccomandazione altrui spesso non sanno cosa sia il marketing, ma altrettanto spesso questo significa un costo ridotto.

Viaggia di Notte

Se tra una tappa e l’altra ci sono più di otto ore si strada, vale la pena cercare un autobus o un treno che viaggi di notte, per risparmiare sull’albergo o l’ostello.

Mangia Locale, Bevi Locale

È scontato dire che mangiare dove mangiano i locali è sempre una sicurezza, ma ogni luogo ha i suoi usi e non sempre questo è così diretto. Dove lo street food è diffuso la vita di chi viaggia è la più facile, ma dove la popolazione locale non usa mangiare fuori se non in occasioni speciali, può diventare più difficile uscire dai circuiti turistici. Mangiare con poco comunque non è mai difficile, se un paese è povero mangiare avrà un costo minimo e se un paese è ricco ci sarà sempre un ostello con una cucina. Per quanto riguarda il bere invece è forse necessario qualche sforzo per cambiare le proprie abitudini: se si guarda al costo la prima cosa da evitare all’estero è il caffè. Mentre in molte nazioni, in Birmania o in Cina ad esempio, il tè è servito gratuitamente al tavolo, un espresso costa facilmente più di un pasto intero. Seguire le usanze locali diventa quasi più importante che segure le persone locali e capire cosa ha senso comprare e cosa no è il primo passo verso mesi di viaggio.

Non Convertire

Convertire all’Euro è un pericolo, tutto sembrerà costare poco. La mia valuta internazionale è stata a lungo un Pad Thai, che costa un dollaro per strada. Se vedevo una maglietta al mercato non costava più 10 €, costava 13 Pad Thai, cioè 13 pasti. Preferisco mangiare per una settimana o comprare una maglietta che non mi serve? Mangiare, non c’è dubbio. Ogni prezzo va messo in relazione al luogo in cui ci si trova, ciò che costa poco in Italia non importa, perché non siamo più in Italia. Saper prendere le misure aiuta a non farsi fregare e comparare ogni prezzo in modo realistico con ciò che conta davvero.

Tutto Fa la Differenza, Niente Fa la Differenza

In un periodo così lungo ogni dettaglio incide sul budget. Si potrebbe facilmente ridurre sotto i 5.000 € scegliendo la destinazione più economica e seguendo lo stile di vita più frugale. In fondo sono pochi i paesi del terzo mondo in cui il reddito annuo arriva a questa cifra. Tutto si accumula e per questo ciò che non è necessario diventa un extra. Pensarla così però è anche pericoloso, può portare allo sfinimento eliminare ogni minima cosa in più e soprattutto porta a concentrarsi così tanto sul budget da perdere di vista il viaggio stesso. Si può viaggiare con poco, si può viaggiare con niente, ma bisogna capire quando ne vale la pena e saper dare il giusto valore a ciò di cui sentiamo di aver bisogno. Scegliere di mangiare in un ristorante ogni tanto invece che forzarsi a mangiare in piedi, in mezzo al traffico, da una bancarella, per 365 giorni di fila è questione di sanità mentale. Così è optare per un hotel decente quando serve o lasciare i vestiti in lavanderia quando cominciano a camminare da soli o prendere un biglietto di seconda classe invece che di terza. Bisogna sapersi conoscere e se un caffè al mattino è ciò che ci rende felici, anche se a fine anno avremo speso qualche centinaio di euro in più, qual è la differenza? Nel mio anno in Asia ho incluso tutto questo, ho stretto la cinghia quando ce ne era bisogno e ho buttato via i soldi quando mi andava di farlo. Non ha senso fare altrimenti, guardare solo al prezzo.

Se Vuoi, Puoi

Quante volte l’ho già detto? Mi ripeto perché questo è, alla fine dei conti, l’unico concetto che serve accettare. È inutile trovare scuse, ci sono troppe cose inutili per cui buttiamo via i soldi e con un occhio di riguardo ci si può preparare a qualsiasi viaggio. I soldi sono solo una delle variabili, sicuramente non la prima. A volte ci vuole più pazienza di altre, ma con la giusta dose di determinazione si può arrivare lontano. Ovunque. La decisione iniziale è il passo più difficile e superato questo la strada è in discesa. Una volta per strada si trova sempre un modo per andare avanti, e anche se non si trova averci provato ha molto più valore che aver rimandato alla pensione. Non importa se si decide di tornare a casa dopo un mese, un anno o mai più, non partire significa non aver mai scelto, non essersi mai scontrati con la realtà.

 

Usando queste dritte nel 2013 ho speso poco più di 5.000 €. Ho viaggiato in Timor Est, Indonesia, Malesia, Borneo, Brunei, Thailandia, Laos, Birmania e India. Ho viaggiato per lo più in coppia, in solitaria solo nel periodo iniziale. Ho percorso quasi tutto l’itinerario via terra, volando solo quando non c’era altra possibilità. Mi sono spostato sempre e solo con i mezzi pubblici, mentre quando ho dovuto prendere l’aereo ho volato con Air Asia. Non ho mai fatto Couchsurfing e non ricordo di aver mai ottenuto niente in modo gratuito. Questo significa che il mio è stato un modo di viaggiare abbastanza regolare, ed essendo creativi è possibile tagliare ancora i costi o annullarli addirittura. Nel 2014 sto continuando a viaggiare nello stesso modo e prevedo di spendere circa la stessa cifra.

17 Comments

  1. Valerio Plessi ha detto:

    Ciao Angelo, tutto vero quello che scrivi! Ma come hai sottolineato tante volte, questa vita non è per tutti, anzi aggiungerei per pochi. Viaggiare a low budget è un processo che va imparato sulle proprie esigenze essenziali, partendo da quello a cui siamo abituati. Si finisce per comprendere le cose per noi importanti a scapito di quelle trascurabili, il tutto per far tornare i conti a fine mese. Le tue spese sono davvero basse, anche per uno come me che si considere viaggiatore low cost!

    • Angelo Zinna ha detto:

      Certo, come ho detto nel primo punto bisogna volerlo, ed è normale che non tutti lo vogliano. Non c'è niente di male, credo sia normale fare meno ma godersela un po' di più. Se può aiutare a capire il mio budget ti posso dire che per me è stato possibile perché in Asia ero già stato prima, quindi tutte cose come tour, full moon party e attrazioni particolari le avevo già fatte e ho potuto evitare, avendo un'idea più chiara di cosa mi interessava. Ma è ovvio che la prima volta uno vuole provare tutto e può spendere di più. Poi ammetto di aver perso anche parecchio tempo: quello che ho fatto in un anno si può fare bene in 6 mesi, forse poco più. L'India e il Nepal per me hanno in particolare schiacciato i costi, io ero pronto a spendere di più (e lo stavo facendo), ma in India anche volendo raramente partivano più di 10 euro al giorno, anche facendo un sacco di cose. Quello che dici sul conoscersi è quello che cercavo di dire con l'esempio del caffè. A volte diventa un lusso, ma al contempo se rende l'esperienza migliore non vale la pena tagliarlo fuori, è soggettivo.

  2. Carlo ha detto:

    Ciao exploremore, ho letto l'intero articolo che hai scritto e che trovo interessante. Mi è sorta però qualche domanda. Qualcuna è anche stupida. Innanzitutto, come si potrebbe viaggiare e iniziare questo straordinario percorso senza che ci si possa sostentare con un lavoro da nomade digitale? e poi, è necessario portare con sé, oltre ad un laptop, anche uno smartphone, o se ne può fare anche a meno? grazie mille!

    • Angelo Zinna ha detto:

      Ciao Carlo,
      allora, prima di tutto, io non sono un nomade digitale. I soldi che ho messo insieme per viaggiare li ho risparmiati facendo il barista(qui puoi leggere l'articolo di come ho messo via 10.000 euro: https://exploremore.it/2013/01/24/come-in-un-anno-… poi lungo la strada ho cominciato a scrivere il blog che ora mi porta qualche piccolo guadagno, ma è lontano dall'essere il mio lavoro. Anzi, ti dirò che facendo il nomade digitale probabilmente non riusciresti a spendere solo 5.000 euro per un anno di viaggio, in quanto saresti dipendente da buone connessioni internet e per queste a volte si paga (ma dato che guadagni, non sarebbe un problema). Presto pubblicherò un post dove elencherò dei modi per guadagnare viaggiando, non solo da nomade digitale. Riguardo computer e smartphone no, niente è necessario. Io non ho uno smartphone (anche se può essere uno strumento molto utile) e l'unico motivo per cui ho un computer è per lavorare al blog e alle foto. Se ti serve solo per navigare saltuariamente e scrivere qualche email, puoi andare in un internet point che si trovano ovunque. Detto questo oggi trovi connessioni Wi-Fi ovunque, quindi per comunicare uno smartphone ti farebbe comodo, ma non direi che è necessario alla tua sopravvivenza!

  3. Martin ha detto:

    Credo che se si applicasse il "budget"al vivere quotidiano si soluzionerebero un bel po di "problemi"…ormai nella maggior parte dei paesi si considera l'essere in crisi quando : non puoi permetterti di cambiare l'iphone ogni due anni,l'auto ogni 5,l'armadio intero ogni stagione,andare in ristorante ogni weekend,andare al mare ogni state ed a sciare ogni inverno…viaggiare budget non é viaggiare da barboni,come vivere senza l'iphone non é essere poveracci.è questione di ridimensionarci e basta…

    • Angelo Zinna ha detto:

      È vero sono d'accordo. Non ne ho parlato qui perché l'articolo è già lunghissimo, ma alla fine dei conti il trucco per partire è risparmiare prima di partire, e solo applicando le stesse regole a casa si può fare. Non è vivere da barboni, solo capire cosa è necessario e cosa è un lusso inutile. Poi tante persone preferiscono l'iPhone a un viaggio, ognuno fa le sue scelte!

  4. Claudia ha detto:

    "Non convertire", hahahah, ricordo quando calcolavo le spese australiane nella famosa valuta giorni-in-thailandia! Utilissima per non entrare nello strano tunnel delle valute forti: "costa tutto troppo, inutile sforzarsi di risparmiare".

    …aaargh, che nostalgia feroce mi hai fatto venire, comunque!! qua si sta riaccorciando la miccia ogni giorno di piu' 😉 Che iddio ti benedica, ragazzo! take care 🙂

  5. Flaviavia ha detto:

    ciao!condivido a pieno quello che hai scritto, sono stata 23 giorni in Thailandia, muovendomi spesso,ho preso anche un volo internom facendo un sacco di cose, mangiando locale etc. ed ho speso circa 300/350€! Volo compreso, per quasi un mese di viaggio, ho speso circa 850€, quindi condivido. Ovviamente è molto relativo al luogo dove ti trovi, penso sia impensabile vivere con queste cifre in Europa…

    Ed escluderei anche l'Australia direi..ho vissuto lí 15 mesi, di cui 7 passati a vivere in un van, ed io sn astemia..ma i soldi escono sempre, non c'è molto da fare!

    Comunque, volevo fare una domanda, che è da un pò che mi ronza in testa: in che modo riesci ad avere quei "pochi" guadagni tramite il tuo blog? É un cosa che mi incuriosisce molto!

    Grazie mille!

    Ciao, auguri per tutto!

  6. Leonardo Biuzzi ha detto:

    Ciao Angelo,

    è una vita che sei via, eppure ricordo ancora alcune serate passate qua in quel di Empoli.

    Una pregunta, quanto sono pericolosi questi paesi? Come dappertutto, credo sia necessario avere quel famoso talento nell'evitare situazioni sgradevoli.

    • Angelo Zinna ha detto:

      Ciao Biu,
      senti io non mi sono mai sentito in pericolo in Asia. Io vado a giro con 500 euro di macchina fotografica appesa al collo in posti dove la gente quei soldi non li vede in un anno eppure nessuno ha mai provato ad allungare una mano. Sono stati posti pacifici fino a ora, ma poi dipende cosa intendi per pericolo. Per quanto riguarda la criminalità sono sicuri. Per quanto riguarda le malattie dipende, io non ho mai preso niente se non qualche diarrea (che è normale), ma c'è chi ha preso la malaria. Per quanto riguarda le fregature quelle ci sono, un po' come quando vai a Firenze e un gelato lo paghi 5 euro, qui è uguale, se possono ti fregano, ma comunque sono spiccioli di solito e con l'esperienza immpari a capire come muoverti. Le situazioni peggiori che possono capitare sono quelle in cui ti infili te quando vuoi strafare e non è il caso, tipo con alcol e droga. Se vuoi sapere nello specifico i posti, tutto il sud est asiatico è pieno di turisti, quindi di conseguenza è abbastanza facile muoversi ed orientarsi senza intoppi. Ho sentito di un po' di persone che hanno subito furti in Vietnam dove credo ci sia ancora un po' di risentimento per gli occidentali, ma a me non è successo niente, anzi mi piacerebbe tornarci. Il laos, birmania, nepal ho trovato persone gentilissime. In India è più il rompimento di cazzo di tutti quelli che provano a fregarti e venderti roba, ma nessuno ruba. È anche molto questione di religione da queste parti, non si fa e basta. La Cina è più moderna dell'Italia. Insomma la sicurezza per ora non è una mia preoccupazione, magari se vai in Sud America è diverso, ma qui sono posti pacifici. Poi l'incidente può succedere, ma appunto è un incidente. Non esiste il famoso talento di evitare situazioni sgradevoli perché il fatto è che qui se sei bianco significa che sei ricco. Non ti potrai mai nascondere, qui sei un portafogli che cammina per la gente del posto e ti vedranno sempre così. Quindi magari cercano ti fregarti con i prezzi, ma rubare non è nella loro cultura e di tante cose (macchina fotografica, computer) loro non sanno che farsene, non c'è un mercato per rivenderle. Ora andrò in Asia centrale e lì non so ancora comé, quindi staro più a occhi aperti all'inizio. Insomma è un discorso un po' lungo che cambia anche da paese a paese, se vuoi se ne riparla quando torno tra un paio di mesi.
      Ciao!

  7. clach ha detto:

    Un po’ meno di quello che ho speso nel 2014, anche se sono stato in paesi più cari..cmq per chi vuol verificare che il tuo non è un caso u nico, c’è anche il mio report, altrettanto inutile e altrettanto matematica mente perfetto 🙂

  8. Simone ha detto:

    Ciao Angelo, ho letto con molta attenzione il tuo post ed ammirato le tue foto. Premetto che sono un libero professionista ed ho la fortuna di viaggiare senza chiedere permessi lavorativi di nessun tipo ma nello stesso tempo la sfortuna che, se non lavoro non guadagno. Passerò subito al sodo con una domanda anticipata da una premessa: sono riuscito a mettere da parte, guadagnando abbastanza bene e risparmiando un pochino, poco più di 10.000 €; la domanda è, se viaggiando 7/8 mesi consecutivi, attraversando i paesi dell’Asia centrale per poi decidere se intraprendere la strada per la Cina e Giappone, oppure India e finire in Australia e in entrambi i casi proseguire poi per l’America Latina e ritornare in Italia, se questo budget mi consentirebbe di girare liberamente questi paesi (ovviamente stando attento all’economia), considerando spostamente aerei e non, visti, pernottamento, ecc. ecc. ecc.. Ti stimo molto e un saluto.

  9. Samuele ha detto:

    Ciao,sono Samuele.
    Ho 21 anni e ho girato gran parte del Europa è qualcosa degli Stati Uniti Egitto Marocco Israele ecc insomma sono stato in giro ora ho parte per ora 5500£ dato che abito a Londra, credo di trattenermi qui fino ad aprile quindi il budget sarà più alto per quel tempo. Riuscirei con una somma che si aggira sui 9-10 mila sterline a girare Arizona Utah California ecc ? Insomma buona parte degli Stati Uniti ? Grazie

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