Come Aprire un’Attività da Freelancer ad Amsterdam

Travel blogger

Diventare liberi professionisti ad Amsterdam è una scelta che sta diventando sempre più comune tra olandesi ed espatriati che desiderano essere capi di sé stessi. Aprire un’attività da freelancer comporta pro e contro come in ogni altro posto, ma vista l’infrastruttura collaudata, la burocrazia relativamente leggera e i bassi costi di avviamento, si può dire che mettersi in proprio in Olanda è molto più semplice che altrove. Nel mio caso il passaggio da dipendente a ZZP’er è avvenuto circa un anno dopo il trasferimento, quando un’azienda americana mi ha offerto un progetto di traduzione in remoto su cui avrei dovuto lavorare per diversi mesi a seguire. Nonostante l’incertezza, ho considerato questa l’occasione giusta per abbandonare il mio lavoro in hotel e provare a dedicarmi a tempo pieno alla scrittura. Nel giro di un paio di settimane da quella proposta avevo aperto la mia prima, piccola, attività da freelancer.

Nonostante passare a freelance sia un’operazione veloce e dai costi minimi, ho avuto bisogno di circa un anno ed una decina di clienti per capire quanto devvero ne valga la pena. L’equivalente olandese della partita IVA infatti è sì un mezzo che permette di lavorare in modo estremamente flessibile, ma visti i costi del vivere in Olanda, gli stipendi medi del lavoro dipendente e i regolamenti che ostacolano la libertà di movimento, questa potrebbe essere una soluzione non adatta a tutti. Quella che segue è una guida riassuntiva su cosa è necessario sapere prima di aprire la propria attività ad Amsterdam, pensata principalmente per coloro che lavorano on-line, ma utile anche a chi svolge professioni di altro tipo. Gli aspetti tecnici di cui parlo sono validi in tutta l’Olanda, ma le opinioni si riferiscono ad Amsterdam in particolare sia perché è l’unica città con cui ho esperienza diretta, sia perché fattori come costo della vita e opportunità di lavoro, che incidono sulla decisione di aprire un’attività, cambiano molto dentro e fuori la capitale.

Residenza

Cominciamo con una cosa che suonerà scontata: per lavorare in Olanda bisogna essere residenti in Olanda. Questo significa che per potersi registrare come eenmanszaak alla Camera di Commercio è necessario, prima di qualsiasi altra cosa, essere in possesso di un codice BSN (l’equivalente del codice fisale) legato ad un indirizzo fisico. Il codice BSN viene rilasciato dal comune presentando un contratto  di affitto e potrà poi essere utilizzato per aprire un conto in banca, acquistare l’assicurazione sanitaria, pagare le tasse e, appunto, aprire un’attività. Qui trovi maggiori informazioni su come ottenre il BSN ad Amsterdam.

L’iscrizione all’AIRE, l’Albo degli Italiani Residenti all’Estero, diventa obbligatoria trascorsi sei mesi fuori dall’Italia. Detto ciò, dal momento in cui ottieni il BSN sarai obbligato a pagare le tasse in Olanda, che tu abbia effettuato l’iscrizione o meno. Di conseguenza è possibile aprire l’attività anche senza essere iscritti all’AIRE, ma sconsigliato in quanto finché risulti residente in Italia dovrai fare la dichiarazione dei redditi anche in Italia. Per iscriverti all’AIRE dovrai stampare i moduli che trovi qui ed inviarli per posta all’Ambasciata Italiana dell’Aia, con tutti i documenti richiesti allegati.

Una Nota per Nomadi Digitali

Per poter lavorare legalmente è obbligatorio avere il proprio indirizzo di residenza olandese registrato in comune. Questo implica che chi lavora on-line dovrà restare registrato ad un indirizzo fisico anche nel caso in cui decida di trascorrere alcuni mesi viaggiando o all’estero. Questo può creare delle complicazioni in quanto non sempre è possibile restare registrati in una casa in cui non si vive. La legge da questo punto di vista è molto precisa: l’intestatario di un’abitazione paga un ammontare di tasse che varia in base al numero di affittuari registrati nella sua proprietà; a sua volta, come già detto, è necessario essere registrati per poter ottenere un codice fiscale. Lasciando una casa bisognerebbe anche deregistrarsi, ma senza registrazione non è possibile lavorare. Di conseguenza, a meno che non ti possa permettere di pagare l’affitto per una camera o un appartamento vuoto, sarà necessario subaffittare o abbandonare la casa mantenendo la registrazione e sperando che il landlord non vada in comune a cancellare il tuo nome dalla sua proprietà.

In esempio pratico: Marco sta affittando una camera a 650€ al mese in un appartamento condiviso, ma gestendo la sua attività on-line vorrebbe trascorrere l’estate lavorando dall’Italia. Le possibilità sono queste: 1) continuare a pagare l’affitto e lasciare la camera vuota; 2) subaffitare (con o senza il consenso del landlord), chiedendo al nuovo affittuario di non registrarsi in comune; 3) lasciare la camera senza deregistrarsi, e cambiare la propria registrazione al ritorno quando avrà trovato un nuovo appartamento in cui vivere, sperando che nessuno se ne accorga e continuando a ricevere posta potenzialmente imporante al vecchio indirizzo.

L’Iscrizione alla Camera di Commercio

Una volta deciso di aprire la tua attività, il primo passo da fare per poter cominciare a lavorare è l’iscrizione al KvK (Kamer van Koophandel), ossia la Camera di Commercio olandese. La prima fase dell’iscrizione avviene on-line, sul sito del KvK, dove è richiesto di compilare una serie di moduli per descrivere la propria attività prima di presentarsi fisicamente ad un appuntamento nella sede più vicina per confermare la propria identità.

Esistono quattro forme legali sotto le quali è possibile registrasi:

  • Eenmansaak, cioè un’attività gestita da una singola persona. Questa è la soluzione scelta dalla maggior parte dei freelancer.
  • VOF (Vennootschap Onder Firma), ossia una società tra più liberi professionisti.
  • Maatschap, un società tra liberi professionisti che operano sotto lo stesso nome.
  • CV (Commanditaire Vennootschap), l’equivalente di una società in accomandita semplice.

La forma più adatta per chi lavora in proprio è la prima, in quanto non è richiesto alcun capitale iniziale, non è necessario separare le finanze aziendali da quelle personali e si possono ottenere dei benefici fiscali quando si comincia da zero. La figura dell’eenmansaak è la più utilizzata tra gli ZZP’er (zelfstandige zonder personeel), ossia i piccoli imprenditori indipendenti senza personale.

Per procedere con l’iscrizione è necessario un passaporto valido (patente italiana e carta d’identità non sono accettate) ed un codice BSN che conferma la residenza in Olanda. Una volta compilati i moduli sul sito del KvK potrai prenotare un appuntamento. La sede di Amsterdam si trova in De Ruijterkade 5, vicino alla stazione centrale, e solitamente è possibile ottenere un appuntamento entro due settimane dalla prenotazione. Il colloquio dura un quarto d’ora e può avvenire in inglese. Ti sarà chiesta conferma della tua indentità, un indirizzo da utilizzare come sede della tua azienda, il nome dell’azienda, il tipo di attività che svolgerai ed una previsione di spese e ricavi. L’iscrizione ha un costo di 50€ e con 15€ in più è possibile ottenere il certificato stampato che potrebbe essere richiesto per l’apertura di un conto in banca aziendale.

Cominciare a Lavorare

Non appena il colloquio sarà concluso potrai cominciare a lavorare legalmente come freelancer in Olanda. Ti sarà assegnato un codice di registrazione ed un codice BTW per la riscossione ed il pagamento dell’IVA, che dovrai inserire in ogni fattura. Considerando che sarai responsabile di gestire ogni aspetto fiscale ed organizzativo dell’attività, che non vi è una separazione tra finanze private e aziendali e che ogni pratica burocratica sarà in olandese, dovrai fare attenzione a non commettere errori di contabilità.

Non è obbligatorio aprire un conto in banca separato, ma è consigliato per tenere divise le spese personali da quelle aziendali. Per chi comincia in piccolo non è comunque necessario aprire subito un conto business (dai costi più elevati), basterà attivare un secondo conto normale da utilizzare per riscuotere fatture e pagare spese deducibili.

Anche assumere un commercialista non è richiesto, ma sicuramente comodo in particolare per chi è arrivato da poco in Olanda e non parla la lingua. Un commercialista freelance solitamente costa tra i 50 ed i 100€ al mese, a seconda della quantità di lavoro che gli è richiesto di svolgere per mantenere la tua contabilità.

Tasse

È difficile dire con esattezza quanto più conveniente rispetto all’Italia sia essere liberi professionisti in Olanda, considerate le diverse agevolazioni esistenti in entrambi i paesi per chi comincia una nuova attività. Detto ciò, gli ZZP’er pagano sempre le tasse in proporzione ai guadagni annuali, non vi sono costi fissi (come l’INPS) per i liberi professionisti olandesi.

Un’azienda in Olanda versa la VAT, cioè l’IVA, alla fine di ogni trimestre. L’IVA in Olanda al momento della scrittura si calcola al 21%, e quattro volte l’anno bisognerà girare al governo le imposte in entrata meno quelle in uscita. L’IVA va aggiunta in fattura ai clienti olandesi, ma non è necessario farla pagare a clienti con partita IVA in altri paesi dell’Unione Europea, come stabiliscono gli accordi comunitari. Incassando un netto di IVA inferiore ai 1.345€ l’anno il pagamento viene abbonato, mentre incassando un netto inferiore ai 1.883€ l’anno può essere richiesto uno sconto.

Oltre all’IVA, ogni anno dovrai pagare le imposte sul reddito. In Olanda la tassazione è a scaglioni e parte dal 36,55% per entrate fino a 19.982€ ad arrivare fino al 52% per entrate superiori ai 67.072€ (dati del 2017). Come in ogni altro paese europeo, le tasse si pagano sui profitti, dopo aver dedotto le spese aziendali. Mentre in passato chi lavorava da casa poteva dedurre il costo dell’affitto, oggi questo non è più possibile; solo un ufficio esterno o uno spazio di co-working può essere segnato come spesa aziendale.

Pur essendo vero che ogni euro guadagnato è tassato, chi apre un’attività per la prima volta ha a disposizione degli incentivi e degli sconti fiscali che possono aiutare a rendere più semplice l’avviamento. La prima deduzione possibile è la zelfstandigenaftrek, che si può richiedere dimostrando di aver lavorato per almeno 1.225 ore l’anno sulla propria attività. Questo incentivo, pensato per spingere gli imprenditori a concentrarsi a tempo pieno sul proprio progetto, rende i primi 7.280€ esentasse.

Oltre alla zelfstandigenaftrek, vi è anche la startersaftrek, una deduzione di 2.123€ concessa ai nuovi imprenditori. Per poter richiedere la startersaftrek, è necessario non aver svolto attività imprenditoriali in Olanda per almeno un anno nel corso degli ultimi cinque anni e non aver già ottenuto lo sconto per due volte. Lo sconto può essere utilizzato per tre anni nel corso dei primi cinque anni di attività e per averne diritto è necessario aver lavorato almeno 800 ore l’anno a proprio nome.

Infine, vi è la MKB-winstvrijstelling, una deduzione del 14%  per le piccole imprese da applicare sui profitti rimanenti in seguito all’utilizzo degli altri incentivi. Per ottenere la MKB-winstvrijstelling non è necessario dimostrare un numero minimo di ore lavorative.

Vantaggi e Svantaggi

Vi sono molti aspetti positivi nel diventare eenmansaak ad Amsterdam, non è un caso che la comunità di freelancer qui sia così grande. Prima di tutto, oltre ai 50€ per la registrazione iniziale non vi sono costi fissi relativi alla propria attività; secondo, non è necessario lavorare esclusivamente come liberi professionisti, puoi gestire la tua attività come secondo lavoro o anche mentre sei studente; terzo, i servizi pubblici sono ben funzionanti e in città vi sono molti luoghi adatti per chi lavora in remoto, siano questi spazi di co-working, bar con Wi-Fi e prese elettriche, biblioteche e incontri.

Amsterdam è una città dinamica, in cui l’industria creativa si muove ancora rapidamente. Trovare lavoro può avvenire sì via internet, ma anche tramite i meet-up, incontri come i Freelance Fridays ed eventi di networking che vengono organizzati frequentemente da imprenditori o aziende giovani che vogliono farsi conoscere. Molte aziende internazionali e start-up innovative si trasferiscono in Olanda spinte dagli incentivi fiscali, quindi è diventato normale lavorare parlando solo inglese (anche se parlare olandese, ovvimente, è un vantaggio).

Al contempo, la competizione è molto elevata e vivere ad Amsterdam ha un costo della vita alto. Un freelancer è responsabile del proprio lavoro e non ha diritto ad alcuna indennità in caso di malattia, difficoltà a trovare clienti o periodi di stasi. Se da una parte vi è la flessibilità, dall’altra vi è l’assenza completa di garanzie, che in una città dove servono almeno 1.200€ per affittare un appartamento può essere uno stress non da poco.

Conclusione

L’Olanda offre l’opportunità più o meno a tutti di mettere in pratica la propria idea, testare nuovi progetti ed entrare legalmente nel mercato del lavoro come liberi professionisti grazie agli strumenti e gli incentivi che mette a disposizione. Non è necessario lasciare lo stipendio fisso per cominciare ad occuparsi della propria attività a tempo pieno, il passaggio da dipendente a freelancer può essere graduale (sempre che l’azienda per cui lavori non ti abbia fatto firmare un contratto di non concorrenza). Gli ZZP’er ad Amsterdam sono studenti, lavoratori part-time e imprenditori a tutto tondo, che hanno trovato il compromesso giusto per lavorare in modo sfruttando le proprie idee.

Chi intende aprire un’attività a cui dedicarsi a tempo pieno oppure chi sta pensando di trasferirsi ad Amsterdam per cominciare un percorso di questo tipo dovrà fare alcune considerazioni. La prima è il confronto con altri paesi europei, in quanto diventare freelancer in Olanda ha sì dei vantaggi rispetto all’Italia, ma non è certo il luogo più conveniente in Europa. Il principale beneficio rispetto all’Italia è l’assenza di costi fissi, ma se si considera la pressione fiscale vi sono molti stati in Europa che offrono condizioni migliori.

Come già detto, l’Olanda non è il paese ideale da utilizzare come base per i nomadi digitali, in quanto un indirizzo fisico è necessario per la maggior parte delle pratiche burocratiche. Chi si muove spesso e cerca un luogo in cui fermarsi solamente in parte dell’anno farebbe meglio a considerare altre destinazioni. Vista la crisi immobiliare presente nella capitale è importante sapere che anche riuscendo a lasciare Amsterdam per alcuni mesi l’anno, trovare una nuova camera o appartamento in affitto ogni volta che si torna può essere stressante e comportare costi notevoli.

Infine, nonostante i costi di gestione di un’attività da freelancer siano quasi del tutto assenti, il costo della vita ad Amsterdam è veramente alto. Considerando che le uscite sono difficile da ridurre e le entrate non sono garantite, viene spontaneo confrontare il lavoro in proprio a quello da dipendente. Ad Amsterdam il salario annuale medio supera i 47.000€, e oltre a questo c’è da tener conto di agevolazioni per stranieri come il 30% ruling e dei diritti del lavoratore che in Olanda sono sempre rispettati. Dal punto di vista finanziario una persona specializzata dovrà calcolare bene se vale la pena aprire un’attività come freelancer o cercare lavoro in azienda, in quanto senza uno stipendio fisso  i ricavi dovranno esser sufficienti a coprire, oltre alle spese, eventuali mesi di bassa produttività. Detto ciò, la motivazione nel cominciare a lavorare in proprio solitamente non si trova solamente nel guadagno monetario, ma anche nella libertà che questo concede e nella possibilità di gestire da soli il proprio tempo.

Case Studies

Niccolò ha deciso di aprire la sua attività dopo aver completato una serie di progetti legati al marketing digitale trovati su UpWork. Dopo circa un anno ad Amsterdam, ha capito che poteva valere la pena focalizzarsi sul lavoro in remoto di modo da poter tornare in Italia più spesso, così ha aperto la sua azienda di CRO chiamata Yhello. Nel giro di un anno è riuscito, in parte grazie ad UpWork ed in parte grazie ai MeetUp organizzati sul tema, a farsi conoscere e trovare clienti a lungo termine in città. Adesso Niccolò lavora esclusivamente da casa e nonostante la sua attività sia ancora in fase di crescita riesce a mantenersi e viaggiare spesso.

Daniele è stato trasferito ad Amsterdam dall’azienda americana per cui lavorava una decina di anni fa. Dopo essersi stabilito, ha cominciato, nel tempo libero, a dedicarsi alla compra-vendita di siti internet come investimento per il futuro. Vedendo che il tempo speso sulla sua collezione di siti internet cominciava a rendere, Daniele ha deciso di licenziarsi e dedicarsi completamente alla sua attività on-line. Costruendo e ottimizzando siti, si è accorto che vi era una mancanza di servizi di supporto efficaci per siti WordPress, così ha deciso di fondare WP-OK, un’azienda che offre supporto e manutenzione su abbonamento per siti costruiti con WordPress. Daniele oggi trascorre metà dell’anno ad Amsterdam e metà a Bali, anche grazie all’aiuto dei collaboratori esterni che vista la crescita di WP-OK ha potuto assumere.

Nick si è trasferito ad Amsterdam dall’Inghilterra per studiare. Ha aperto la sua attività da freelance principalmente per mantenersi durante gli studi, ma essendo la domanda di madrelingua inglesi sempre alta si è presto trovato a lavorare per riviste, eventi e conferenze che cercano editor, copywriter e giornalisti. Il suo lavoro da freelancer rimane occasionale, ma gli permette di coprire le spese lavorando in modo flessibile, senza sovrapporsi a esami, lezioni e studio.

Rispondi