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Architettura industriale di Vitkovice

Il Patrimonio Industriale di Vitkovice, Repubblica Ceca

Metallo e mattone consumati dal sole, dalla pioggia, dalla neve. Un altoforno domina il distretto della Bassa Vitkovice, a Ostrava, nella punta orientale della Repubblica Ceca. La torre un tempo produceva oltre mille tonnellate di ghisa grezza ogni giorno; oggi, con un ascensore moderno, trasporta piccoli gruppi di visitatori alla sua cima per ammirare dall’alto dei suoi ottanta metri il paesaggio di ruggine che compone l’immensa carcassa di questa ex zona industriale.

Vitkovice, Repubblica Ceca

Ostrava è una città come tante altre in Europa centrale. Una chiesa, una piazza, le facciate strette e asimmetriche dai colori pastello delle case del centro storico, circondate da palazzi residenziali a ripetizione. Camminando mezz’ora lungo strade che non sembrano costruite per essere camminate, però, si raggiunge l’area su cui l’economia di questa regione faceva completo affidamento, Vitkovice appunto.

Ostrava, Repubblica Ceca

Sul confine tra Moravia e Silesia, il complesso industriale di Vitkovice nasce nel 1828 sotto ordine dell’Arcivescovo di Olomouc Rudolf Johann di Asburgo, che commissiona la costruzione del primo altoforno per la produzione di ghisa vista la crescente domanda nella regione. Ostrava era nella posizione ideale: oltre al fiume Ostravice che dava accesso immediato all’acqua, c’era già una miniera di carbone attiva che forniva il combustibile necessario ad alimentare le fornaci.

Foto fabbrica abbandonata

Nel settembre 1830 la nuova struttura comincia a produrre ghisa, ma con la morte dell’Arcivescovo Rudolf vi è anche un calo di entusiasmo per l’industria metallurgica da parte delle istituzioni. Il nuovo Arcivescovo di Oloumuc non era molto interessato all’attività, così decide di cedere il controllo al banchiere austriaco Salomon Mayer Rothschild. Con i soldi dei Rothschild il complesso cresce sempre di più fino a diventare il solo fornitore di armature della marina dell’Impero austro-ungarico. Con l’arrivo del ‘900, Vitkovice aveva, nella pratica, il monopolio della produzione di ghisa all’interno dei confini dell’Impero, con rendite tra le più alte d’Europa.

Durante la Prima Guerra Mondiale Vitkovice continua a espandersi attraverso la produzione di armamenti, ma con la caduta dell’Impero austro-ungarico e la nascita della Cecoslovacchia, l’industria si trasforma nuovamente, fornendo i materiali per la costruzione di infrastrutture pubbliche che avrebbero definito la nuova Ostrava. Poi arrivarono i nazisti. Le unità della Wehrmacht tedesca marciano su Ostrava il 14 marzo 1939. Già due anni prima, la minaccia nazista aveva spinto i Rothschild a trasferire la proprietà dell’industria metallurgica di Vitkovice a una società londinese sotto il loro controllo, nella speranza di evitare la confisca. Inutile: Louis Nathaniel de Rothschild viene arrestato dalla Gestapo mentre tenta di fuggire per poi essere tenuto in ostaggio fino a quando la holding inglese non accetta di vendere il complesso al governo tedesco. Vitkovice passa così sotto l’amministrazione della Herman Göring Werke del Reich tedesco nel 1939.

Foto Vitkovice Ostrava

L’industria viene nazionalizzata dopo la guerra e rimane attiva fino al 1998. Con la chiusura è sorta spontanea la domanda: cosa farne di questo ammasso infinito di ferro e cemento? Viene presa la decisione di preservare il sito e mantenerlo in vita come icona culturale di questo angolo d’Europa. Dal 2001 è sulla lista per entrare a far parte dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO e dal 2008 rientra tra i patrimoni culturali europei.

Foto architettura industriale

Vitkovice non è un luogo abbandonato, tutt’altro: oltre all’altoforno, rinominato Bolt Tower, che trasporta i turisti sulla piattaforma elevata, in questo spazio si trovano bar, musei e laboratori artistici che utilizzano gli spazi un tempo impiegati per la produzione di ghisa. L’accesso alla zona di Vitkovice è libero, ma è possibile fare un tour guidato per accedere ad aree chiuse ai visitatori indipendenti.

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