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8 Modi per Mangiare in Viaggio Spendendo Poco – Dallo Street Food al Dumpster Diving

Non voglio stare qui a dire di tirare la cinghia ogni giorno. Mangiare, si sa, è parte fondamentale dell’esperienza del viaggio. Provare piatti tipici, assaggiare la cucina locale, e capire come mangiano le persone del posto, significa conoscere una cultura, scoprire il quotidiano di un luogo, capire le abitudini di chi vi abita. Questo, a seconda di dove andiamo, può diventare un investimento costoso, e nonostante risparmiare su un sushi, un taco, una pizza o anche una birra nei paesi da cui questi provengono avrebbe poco senso, saper controllare il vizio può far fare molta strada in più. Ecco alcuni consigli per mangiare bene, spendendo il minimo:

Street Food

Il primo comandamento di chi vuole mangiare risparmiando. In buona parte del mondo trovare bancarelle che vendono cibo cucinato sul momento sul bordo della strada non è un problema, e spesso, nonostante il pasto sia semplice, è ciò di più fresco che si possa trovare. In Asia ad esempio, mangiare per strada significa spendere intorno ad un euro per porzione, che siano noodles, riso, o involtini, e mentre in paesi più ricchi i prezzi salgono, rimane sempre l’opzione ideale per un boccone all’aria aperta.

Via dalle zone turistiche

Scontato, lo so, ma le aree più visitate della città sono anche quelle dove i ristoratori cercano di guadagnare qualcosa in più fregando il turista di turno. Cercando di abbandonare i centri turistici, non solo si riuscirà a risparmiare grazie a prezzi più onesti, ma si avrà la possibilità di conoscere la realtà locale, riuscendo ad aprire una finestra sulla vita di chi nella nostra destinazione ci vive. Mangiare dove mangiano i locali è un altro consiglio classico sia per ottenere un pasto di qualità ad un prezzo giusto, sia per entrare in contatto con il luogo che visitiamo.

Sfrutta il pranzo! (e gli special)

Nell’ora di pranzo uno special si trova sempre. Qui una pizza che la sera costa 19 dollari, di giorno costa 10. E così è ovunque, il pranzo in tantissimi ristoranti viene offerto a un prezzo decisamente migliore della cena, quindi per chi ama mangiare fuori, sfruttare le ore diurne è l’ideale. E per cena? Cercando si trovano special anche la sera, spesso in giorni in cui la gente esce poco. Dal lunedì al mercoledì qualcosa in offerta è sempre disponibile, e anche quando questo non accade tenere sempre un’occhio sul take-away, che spesso significa mangiare la stessa cosa, pagandola meno.

BYOW

Bring Your Own Wine! Molto popolare nelle culture anglosassioni il BYOW è una pratica molto diffusa. Molti sono i ristoranti con una licenza che permette di portare da casa il proprio vino (jn alcuni casi anche altri alcolici), quindi chiedere sempre se questo è possibile. Comprando il vino al supermercato si possono risparmiare molti soldi, anche se è da considerare che alcuni ristoranti applicano una tassa di qualche dollare sul “corkage”, ossia sul tappo, che include il servizio (anche quando il tappo non c’è!).

Diventare Chef in Ostello

Cucinarsi i propri pasti è il metodo imbattibile quando il budget stringe. Le cucine degli ostelli non sono sempre le migliori, spesso sporche, male organizzate e poco attrezzate per la preparazione di piatti di alta cucina, ma per chi si sa arrangiare, sono il luogo ideale per cucinarsi un piatto con pochi spiccioli, e magari fare anche qualche conoscenza. Un’altra buona pratica è quella di cucinare una volta, e mangiare due. Questo oltre a fare risparmiare tempo sul lungo termine fare risparmiare anche soldi, dato che quasi sempre si utilizza più cibo del necessario ogni volta che si cucina un pasto singolo.

Mercati

I supermercati fanno risparmiare, ma niente è economico come i mercati veri e propri. Informandosi sui giorni della settimana e la posizione in cui questi avvengono, si troveranno le verdure al prezzo migliore, direttamente dalle fattorie. I farmer’s markets sono molto popolari in tante città, e sono sempre un’opportunità per mantenere una dieta sana, trovare prodotti organici, di stagione, risparmiando e vivendouno spaccato della vita del luogo.

Fast Food

Non solo grandi catene. I fast food esistono anche in dimensioni ridotte rispetto ai vari McDonald’s, e spesso la popolarità di questo tipo di ristoranti li rende l’opzione più facile da trovare. Non sarà grande cibo, ma si paga per quel che si ottiene.

In casi estremi: Dumpster Diving!

Un’altra pratica popolare è la pesca nel cassonetto, o dumpster diving. Per quanto suoni come qualcosa di estremo, la realtà è che ogni supermercato butta via una grandissima quantità di cibo perfettamente intatto, scaduto anche da un solo giorno. Se si riesce a passare oltre l’aspetto morale ed accettare che non è necessario essere un barbone per mangiare qualcosa che è stato buttato da qualcun altro, si realizzerà presto che oltre a mangiare gratis, si utilizzerà qualcosa di buono che altrimenti andrebbe nella spazzatura. E poi, all’estero non ti conosce nessuno.

Voi come fate per mangiare risparmiando?

5 Comments

  1. Dato che spesso invece di andare in albergo dormo negli appartamenti di privati, mi faccio consigliare dal padrone di casa, adesso per esempio sono appena tornata da Parigi e la proprietaria ci aveva indicato una brasserie vicina in cui si spendeva il giusto, si mangiava molto bene e il servizio era ottimo. Ci siamo andati, e difatti era tutto vero, inoltre eravamo gli unici "turisti" in sala, gli altri tutta gente del posto 🙂

  2. Summer ha detto:

    Grazie per questo post… in parte utile, in parte solo soddisfazione alla mia curiosità ;D!

  3. […] Street Food. Il primo comandamento di chi vuole mangiare risparmiando. In buona parte del mondo trovare bancarelle che vendono cibo cucinato sul momento sul bordo della strada non è un problema, e spesso, nonostante …  […]

  4. Claudia ha detto:

    Questi i miei consigli per l'Australia:

    1) arrivare appena prima della chiusura, soprattutto nei locali un po' casual che preparano pietanze e non possono tenerle per il giorno dopo, tipo i sushi bar o i "deli" (= gastronomie), spesso la sera danno via tutto scontato, a volte fino a meta' prezzo!

    2) Se si lavora nei campi, chiedere al farmer se si possono prendere i "seconds" (cioe' le seconde scelte) o i "thirds" (le terze scelte) da portare a casa.

    3) Soprattutto in campagna, a volte le associazioni di beneficenza della zona passano in giorni fissi a consegnare alcuni generi alimentari direttamente negli ostelli, chiedere in reception o agli altri backpackers se succede e quando.

    4) Cercare i quartieri o i locali asiatici, che spesso servono a prezzi piu' bassi della media.

    5) Cercare i self-service/cene sociali gestiti da gruppi religiosi: le chiese cristiane nei paesi medio/piccoli spesso organizzano cene per i backpackers (fine ultimo del pasto e' ovviamente tentare di convertirne il piu' possibile, o rifilare piu' miniedizioni della Bibbia possibile, ma di solito non sono mai molesti!). Invece gli Hare Krishna ed altri gruppi induisti in alcune grandi citta' (tipo Melbourne) gestiscono veri e propri self-service, dove di solito si mangia all-you-can-eat con circa 6$. Addirittura 5$ se si partecipa anche alla serata/evento del caso, che di solito include meditazione, canti di mantra o yoga, a seconda del gruppo o del centro in cui avviene (anche questi sospetto abbiano un secondo fine, ma mi sono sembrati ancora meno pressanti e piu' openminded dei cristiani. in ogni caso per me le serate al centro Hare Krishna di Melbourne sono state un'esperienza, oltre che di risparmio, anche di grande scambio culturale! 🙂 )

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