Due Settimane in Iran: un Itinerario

Due settimane in Iran itinerario

Quando dall’Uzbekistan raggiunsi Tehran con un volo preso all’ultimo minuto, per circostanze di forza maggiore, mi trovavo ad un punto del mio viaggio in cui affrontare il caos della metropoli era qualcosa che vedevo come tutt’altro che stimolante. Non che Shiraz sia una piccola città, ma appena arrivato decisi di saltare subito su un autobus notturno in direzione sud, lasciandomi alle spalle i dieci milioni di abitanti della capitale.

Non visitare Tehran è una cosa di cui mi sono sempre un po’ pentito. Le città più grandi sono la rappresentazione migliore dell’Iran che cambia e non includere nel proprio itinerario il centro in cui negli anni si è costruita la storia di questo paese è senza dubbio una cosa a cui dovrò rimediare. Con poco tempo a disposizione però, Tehran non è l’unica tappa in cui ho dovuto rinunciare a fermarmi. L’Iran è un paese vasto, più di cinque volte la dimensione dell’Italia, e sarebbero necessari mesi per esplorarne ogni angolo. Da qualche parte però bisogna pur cominciare, e per chi ha solo due settimane a disposizione le opportunità rimangono comunque molte.

Una premessa: seppure in Iran, come in ogni stato, esistano itinerari più turistici di altri, i visitatori esterni non hanno ancora provocato gli effetti negativi visibili altrove. Nonostante l’attrattiva culturale sia alta, sono ancora relativamente pochi quelli che si dirigono in Iran in vacanza e di conseguenza uscire dalle rotte comuni alla ricerca di un’esperienza autentica non è necessario se non si ha il tempo. Personalmente, ho trovato la stessa umanità sia nelle grandi città che nelle località in cui di occidentali ne passano pochi e di rado.

Raggiungendo la città di Tehran dall’aeroporto sulla dritta autostrada che porta in centro, appare sulla destra una struttura imponente e scintillante che dà il benvenuto in Iran: è il mausoleo dell’Ayatollah Khomeini, dove si trova la tomba di colui che ha trasformato questo paese nella prima repubblica sciita al mondo. Tehran ha quattro stazioni, dalle quali è possibile muoversi via terra verso ogni città iraniana. Dopo qualche giorno in visita alla capitale un viaggio notturno porta fino a Shiraz.

In Iran, visto il basso costo della benzina e le lunghe distanze, gli autobus sono il mezzo più utilizzato. È possibile muoversi  in mezzi normali oppure VIP, con sedili più ampi e comodi. Shiraz è una città da oltre un milione di abitanti, famosa per i suoi poeti, per le sue moschee, ma anche per essere ricca di giovani, che si spostano qui per le sue grandi università di tecnologia e medicina. A Shiraz è possibile vedere la moschea rosa, Nasir al-Mulk, la moschea Vakil, il bazaar e la fortezza di Karim Khan, ma è anche il punto di partenza per raggiungere l’antica città di Persepoli e la vicina Necropoli.  Ci sono due ostelli a Shiraz, tra cui il Golshan, situato vicino al mercato e un po’ al centro di tutto.

 

 

Da Shiraz si prosegue verso Yazd, una delle più importanti città dello Zoroastrismo, il culto del fuoco che un tempo è stato la più grande religione in Asia. A Yazd, nonostante l’Islam sia oggi il credo principale, una piccola comunità tradizionale resiste e vengono ancora praticate cerimonie dedicate a Zoroastro. Yazd è una città del colore della sabbia, calda ed isolata. Vale la pena uscire dalla centro e raggiungere  la piccola Meybod, dove è possibile vedere uno degli antichi caravanserragli utilizzati dai mercanti di passaggio durante l’epoca della Via della Seta e un duomo del ghiaccio con le sue torri del vento, una tecnologia unica e antichissima che permetteva alla neve di conservarsi al suo interno per tutta l’estate, permettendo anche alle comunità di queste terre aride di conservare il cibo ed avere accesso all’acqua durante tutto l’anno.

Qualche centinaio di chilometri a sud di Yazd invece si trova Meymand, un villaggio troglodita in cui meno di duecento famiglie vivono all’interno di grotte da secoli. Per raggiungerla è necessario fare tappa nella località di Shahr-e Babak e da lì trovare un passaggio, visto che i mezzi pubblici non viaggiano lungo i 35 chilometri che conducono a Meymand. Qui, si crede l’uomo abbia vissuto per oltre 12.000 anni e a prima vista sembra che non molto sia cambiato in questo periodo.

 

 

La tappa successiva è Esfahan (o Isfahan), la terza città dell’Iran per dimensione. Vale la pena fermarsi qualche giorno da queste parti: la cultura qui non è solo moschee e attrazioni storiche, ma anche una vivissima scena creativa, fatta di musica, case del tè davvero curiose e tanti giovani con voglia di divertirsi. Esfahan ospita diversi quartieri completamente diversi tra loro, come quello ebreo e quello armeno, dove tradizioni opposte convivono nel raggio di pochi chilometri. Questa è anche la città in cui osservare uno spettacolo di zurkhaneh, un incrocio tra la danza, il wrestling ed il body building inventato in Persia per allenare e motivare i guerrieri in vista della battaglia.

A questo punto le due settimane a disposizione saranno pressoché esaurite, ma se avanza ancora qualche giorno una possibilità è raggiungere Tabriz. Questa città è uno snodo importante oggi come lo era ai tempi della Via della Seta: situata nella parte azera dell’Iran è vicina a Iraq, Turchia, Armenia e Azerbaigian. Questa zona del paese offre un paesaggio completamente differente dal resto del paese ed è anche uno dei luoghi in cui più culture differenti si mescolano, vista la sua posizione. A Tabriz, tra le altre cose, si trova anche il bazaar storico Patrimonio dell’Umanità UNESCO, il più grande mercato coperto del mondo. Se vuoi acquistare un tappeto persiano, questo è probabilmente il luogo giusto per mostrare le tue abilità di contrattazione.

 

 

Chi viaggia via terra può proseguire in Turchia ed in Armenia senza visto. Al momento della scrittura anche l’Iraq curdo è accessibile con un visto gratuito rilasciato al confine. Altrimenti, è possibile tornare a Tehran in autobus, treno o con un volo interno.

Un Altro Bicchiere di Arak

di Angelo Zinna

Villaggio Maori Edizioni (2016)


Nel 2010 sono partito per un viaggio verso oriente che doveva durare pochi mesi. Sono tornato a casa cinque anni dopo. Un Altro Bicchiere di Arak racconta la tappa finale di questo percorso, l'Iran, e i quattro mesi impiegati per raggiungerla attraversando l'antica Via della Seta senza volare. Dalla Cina al Kirghizistan, fino all'Uzbekistan ed un mancato arresto ai confini turkmeni, per arrivare a scoprire il lato più umano di un paese contradditorio come è l'Iran.

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